Sicurezza
Polemica delle Frazioni contro il Comune
I coordinatori lasciano e scrivono all’amministrazione: «Più disponibilità per risolvere i problemi»
CASTIGLIONCELLO. Chiudono la loro esperienza di coordinatori dell’Assemblea permanente di frazione. Lo fanno perché considerano inutile continuare a ricoprire l’incarico dato che il consiglio comunale ha approvato il nuovo regolamento delle Afp.
Una decisione che sembra loro logica, almeno stando a quanto scrivono all’amministrazione comunale. Alla quale però, al termine della lettera di dimissioni, decidono di lanciare messaggi che proprio positivi non appaiono. A partire dal fatto che denunciano una «frustrazione comune a per le difficoltà a chiudere i problemi che avevamo evidenziato».
Silvia Cerri, Aldo Lami e Francesco Gentilini, coordinatori, ossia i coordinatori dell’Afp, ieri hanno consegnato una lettera per sindaco e presidente del consiglio in cui spiegano la loro posizione. «Come voi saprete - scrivono il 22 dicembre è stato approvato dal consiglio comunale il nuovo regolamento per la costituzione delle prossime Afp. Di conseguenza, essendosi create le condizioni per la sostituzione dell’Afp, i coordinatori di quest’ultima ritengono opportuno interrompere la loro attività».
Oltre a sottolineare che l’amministrazione riceverà «una raccolta completa dei verbali di riunione, a testimonianza delle nostre attività, contatteremo i funzionari del Comune per la consegna delle chiavi della sala a disposizione della Afp e per il controllo delle apparecchiature a disposizione».
Un tono “distante” e con venature polemiche quello degli ex coordinatore dell’assemblea cittadina, che nelle ultime righe della missiva va senza dubbio acuendosi.
Se i membri dell’assemblea che, con l’ok di amministrazione e Arci, hanno partecipato al progetto per la gestione dei migranti ospiti al Saint Vincent si dicono disponibili a proseguire l’esperienza fino alla fine di febbraio, il messaggio ufficiale dell’Afp al Comune è tutt’altro che positivo.
«Per evitare di ripetere gli errori - si conclude la lettera - che evidentemente esistono (ricordiamo che anche esperienze precedenti hanno avuto lo stesso esito finale), sarebbe opportuno che l’amministrazione fosse disponibile a ricercare le cause del risultato non soddisfacente, confrontandosi apertamente con le Afp».(a.c.)
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