Finanza
Ospedale verso il blocco per un maxi-sciopero
Sindacati uniti contro la commissaria De Lauretis: «Personale sceso di 300 unità subito nuove assunzioni e un aumento adeguato delle fasce economiche»
LIVORNO. A fine mese si fermerà l’ospedale per uno sciopero generale indetto da tutte le sigle sindacali. E con viale Alfieri si fermeranno pure i distretti sanitari e i presidi ospedalieri di Cecina, Piombino e Portoferraio.
La data sarà decisa quest’oggi da Fials, Cgil, Cisl, Uil, Nursind e dalle rsu aziendali. «Bloccheremo tutta la ex Asl 6», dice Massimo Ferrucci, segretario del Fials, il sindacato più rappresentativo nella sanità livornese.
Nel mirino c’è il commissario della nuova maxi-Asl della costa, Maria Teresa De Lauretis. «Siamo stanchi di sentirci dire no ad un piano assunzioni efficace e alla progressione economica per i lavoratori», continua Ferrucci.
Sul tavolo ci sono proprio le questioni legate ai dipendenti: l’aumento delle fasce economiche, cioè il contratto integrativo, e la riduzione del personale, «che negli ultimi cinque anni - sottolinea Ferrucci - è sceso di 300 unità, con tutto quel che ne consegue per la qualità del servizio ai cittadini».
Mancano almeno 150 lavoratori. I sindacati chiedono prima di tutto l’assunzione di almeno 150 nuovi lavoratori. «Avevamo chiesto di interrompere i contratti a tempo determinato che invece sono stati mandati via, in due anni usciranno 70 persone per la legge sugli esuberi che non saranno sostituite, i 30 nuovi coordinatori hanno lasciato dei vuoti nelle attività che facevano prima non ricoperti. E poi ci sono tutti i recessi unilaterali. E’ una battaglia per la dignità del lavoro del personale sanitario e per una qualità dei servizi a cui i cittadini hanno diritto», spiega FErrucci.
L’integrativo che non c’è. Poi c’è la questione delle fasce economiche. «Il riconoscimento alle progressioni economiche, dopo 6 anni di blocco dei contratti sono non solo necessarie, ma dovute per lavoratori e lavoratrici che con il loro impegno e sacrificio hanno in questi anni mandato avanti la sanità livornese, saltando i riposi, le ferie, lavorando sotto organico», continua Ferrucci. «Tutto questo è ben riassunto dal fatto che ogni anno l’azienda livornese risparmia 12 milioni di euro di personale».
Battaglia datata. Il tema è datato, visto che la battaglia va avanti dagli anni della Calamai ed è proseguita senza alcun progresso nel periodo della direzione Porfido. «L'azienda ha continuato a negare il raggiungimento di un accordo che potesse dare una risposta equa ai dipendenti - spiega Ferrucci -. Adesso però non possiamo accettare di iniziare con il nuovo commissario senza un’inversione di tendenza significativa a favore del personale. Purtroppo però la De Lauretis non si è mai presentata ad un tavolo, ha chiuso ogni porta, mentre sul Tirreno di Viareggio leggiamo la sua disponibilità a fare nuove assunzioni, a Massa ha aumentato i lavoratori e alzato le fasce del 65% mentre a Livorno vuole tenerle al 30%, e a Grosseto il direttore generale della maxi Asl del sud Desideri ha annunciato 50 assunzioni davanti alle richieste dei sindacati. Qui niente. Davanti a questa chiusura non potevamo che unirci nello sciopero».
Unità sindacale. O quasi... Se la proclamazione dello sciopero è unitaria - e già questo è una notizia -, le posizioni all’interno dei sindacati sono comunque non così sovrapponibili. Lo si è visto bene il 29 dicembre scorso, quando tutte le sigle livornesi sono andate a Pisa a protestare contro la De Lauretis, ma mentre Fials e Cisl hanno deciso di non incontrare la commissaria, Cgil e Uil l’hanno fatto. E ora - pur aderendo alla protesta - fanno sapere che aspettano una nuova convocazione da parte dell’azienda.
«Il 29 dicembre noi e la Uil abbiamo chiesto alla De Lauretis di incontrarci - spiega Giovanni Golino, Cgil - per affrontare il tema della contrattazione integrativa. Le altre aziende hanno trovato un accordo, mentre a Livorno non si riesce a raggiungerlo. Abbiamo ottenuto l’impegno aziendale di un altro incontro in cui ci verrà fatta una proposta su questo tema. Se l’azienda ci convocherà e potremo chiudere un accordo sul fondo di salario accessorio simile a quello delle altre aree, noi lo sciopero lo stoppiamo».
Meno possibilista la posizione di Fials e Cisl. «Non potevamo andare ad un tavolo con la De Lauretis per farci dire le stesse cose sentite in prefettura dal suo vice Porfido, dopo una serie di no alle nostre richieste - spiega lo stesso Ferrucci, insieme al segretario della funzione pubblica della Cisl Del Pia -. Non potevamo sederci ad un tavolo senza una proposta sul piano assunzioni che potesse assicurare servizi di qualità ai cittadini: sedute operatorie, visite ambulatoriali, assistenza adeguata nelle degenze, abbattimento delle liste d’attesa. E’ chiaro che se ci saranno le condizioni l’accordo lo facciamo, ma è molto difficile che ci siano, visto che la De Lauretis ci ha detto no in tutti i modi e non si è mai presentata a una trattativa».
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