Sicurezza
Gli alberi sulla Vecchia Aurelia non sono fuorilegge
Castagneto Carducci, il presidente della Provincia di Livorno dopo la condanna a risarcire i familiari di una vittima morta contro un platano troppo vicino alla carreggiata: «Manca una linea dopo che il Codice della strada ha cambiato le carte sulle distanze dalla strada»
CASTAGNETO CARDUCCI. «Quegli alberi c’erano da prima dell’incidente. L’ordine è stato sovvertito dall’entrata in vigore del nuovo Codice della strada». Non ha dubbi il presidente della Provincia di Livorno Alessandro Franchi. L’esito della sentenza che condanna l’ente a risarcire i familiari dell’automobilista morto a 38 anni, nel dicembre del 2010, schiantatosi con l’auto contro un platano lungo la Vecchia Aurelia, tra San Vincenzo e Donoratico, in località Serristori, con 245.000 euro accende i riflettori su un problema diffuso. «Ci sono alberi ovunque – dice Franchi –. E ci sono da molto prima dell’entrata in vigore del nuovo Codice della strada che ha sovvertito l’orientamento precedente. In altri casi analoghi può esserci la responsabilità di un Comune come della Provincia, della Regione o dello Stato. Quello che manca è una linea chiara».
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Affascinano. Si colorano delle stagioni. Quei platani danno un’impronta al paesaggio. E specie tra La California e San Vincenzo le alberate sono sopravvissute più che in altri tratti della strada che con l’apertura della Variante è divenuta la Sp 39. Ma quei tronchi ai bordi delle carreggiate hanno anche un volto spietato. Si trasformano in ostacoli capaci di fare di una sbandata con l’auto una tragedia. Come quella notte di fine dicembre del 2010 quando Sene Baboucar al volante e il suo amico al posto del passeggero Sow Bassirou persero la vita nell’urto con un platano. Anche se la sentenza ha riconosciuto un risarcimento parziale perché una perizia ha dimostrato la velocità elevata al momento dell’incidente.
Tanti, troppi altri incidenti sono avvenuti lungo quei chilometri tra la California e il rettilineo che porta a San Vincenzo, suggestivo e spietato. Alberi senza colpa né peccato. Che hanno resistito all’aumento del traffico. E allo sfrecciare di auto che li ha trasformati in ostacoli impietosi. Non conta la velocità. Nel settembre del 2010 a qualche chilometro più a nord, in località Le Colonne, contro uno di quegli alberi morirono in quattro: nonni e due nipoti.
Erano a bordo di una Fiat Panda. Viaggiavano verso sud. Al volante il nonno. Nonno e nipotini con le cinture allacciate, sulla nonna c’è qualche dubbio. Ma è un dettaglio. Altri automobilisti, che seguivano la Panda o che provenivano dal senso opposto, hanno detto di aver visto quella macchina sbandare una prima volta a sinistra, poi rientrare in carreggiata e sbandare di nuovo. Certo è che sull'asfalto non c'era nessuna traccia. Neanche un centimetro di frenata. E quindi si ipotizza il malore, oppure il guasto meccanico o un improbabile attraversamento di qualche animale. In ogni caso l’auto andava piano, non più di 50-60 chilometri orari come stabilirono gli agenti.
«Da tempo lungo la Vecchia Aurelia non vengono più piantate nuove essenze arboree – conclude il presidente della Provincia Franchi –. Quelle esistenti però sono destinate a rimanervi».
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