Il Tirreno

Travolto e ucciso da un treno

di Anna Cecchini
Travolto e ucciso da un treno

Faceva birdwatching ed è stato investito mentre era a lato dei binari nella zona di Bolgheri

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BOLGHERI. È stato travolto dal treno in corsa, mentre camminava a lato dei binari ferroviari, probabilmente intento a raggiungere i campi. Alessandro Carugi (conosciuto come Sandro), 57enne residente a Legnago (Verona), ieri mattina voleva dedicarsi al birdwatching. L’uomo, che con la moglie era in vacanza a San Vincenzo dove la famiglia ha una seconda casa in via Piave, ha parcheggiato la sua auto vicino alla casa cantoniera lungo la vecchia Aurelia, a sud della stazione di Bolgheri.

Carugi deve aver attraversato i binari, forse diretto nei campi sul versante mare. Lì a fianco si estende l’area dell’Oasi naturalistica di Bolgheri, che l’uomo conosceva bene e dove spesso andava per stare a contatto con la natura e fotografare gli animali selvatici. Carugi, che aveva con sé una macchina fotografica professionale con teleobiettivo, era proprio intenzionato a fotografare volatili. La sua passione per la natura è testimoniata anche dal fatto che era iscritto all’associazione Verona Birdwatching, il cui presidente Maurizio Sighele lo ricorda con affetto, sottolineandone il carattere «sempre affabile e disponibile, molto sorridente e un appassionato di questo hobby».

Poco dopo le 10, prima del km 272+310 della linea ferroviaria, all'altezza di un piccolo ponte sopra a un torrente (poco meno di due chilometri a sud della stazione di Bolgheri), l’uomo è stato investito dal treno regionale 3110, partito alle 9.20 da Piombino Marittima e diretto a Firenze. Carugi, che lavorava in un’azienda di componentistica elettronica a Legnago, è morto sul colpo. A chiamare la Polfer è stato il macchinista del convoglio, sotto choc, che dopo l’incidente ha arrestato il treno sul binario, dove è rimasto bloccato quasi fino alle 12,30 per permettere le verifiche necessarie. I rilievi, particolarmente delicati, sono stati condotti dalla Polfer, in collaborazione con polizia di Stato di Cecina, carabinieri della stazione di Donoratico, e chiaramente il reparto della scientifica. Resta da capire come sia possibile che Carugi, conoscitore della zona, possa essere stato travolto dal convoglio. Forse non ha sentito il rumore del treno in arrivo, coperto magari da quello delle auto in corsa sull’Aurelia. O magari si è distratto per osservare qualche animale.

Sul posto anche i tecnici Rfi, per regolare il traffico ferroviario, e il medico legale Giampaolo Francini. Dell’accaduto è stato informato il sostituto procuratore Antonio Di Bugno, che dopo aver esaminato gli atti, nel pomeriggio di ieri, ha rilasciato il nulla osta per la riconsegna della salma alla famiglia.

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