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Una guida digitale per S. Gaetano

Una guida digitale per S. Gaetano

Promuovere gli scavi, il Comune si affida ad una cooperativa

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VADA. Un pezzo di patrimonio storico e culturale da valorzzare: l’area archeologica di San Gaetano, gli scavi di quella che era Vada Volaterrana, almeno da età medio-repubblicana principale porto di Volterra (Volataerra). Per rendere più “appetibili” e far conoscere meglio questo piccolo tesoro archeologico nell’area di San Gaetano, a Vada, a pochi metri da Pietrabianca e al confine con la proprietà Solvay, l’amministrazione comunale ha deciso di realizzare una guida digitale. Per questo ha deliberato di spendere 12.711 euro per catalogare e trasferire i risultati del lavoro scientifico su un supporto digitale e di affidare il lavoro ad una cooperativa specializzata. Questa è stata individuata nella coop Archeodata di San Giuliano Terme che conduce da anni, a fianco e per conto dell’Università di Pisa (titolare della concessione di scavo) gli scavi archeologici nell’area, condividendone la proprietà scientifica. La guida digitale sarà utilizzata per promuovere San Gaetano e poter divulgare i risultati del lavoro di ricerca nella comunità e nelle scuole.

Vada Volaterrana aveva un vero e proprio porto che doveva essere ubicato in prossimità dell’attacco dell'attuale pontile Solvay . “Lo specchio di mare antistante il tratto di costa compreso fra le Punte di Pietrabianca e del Tesorino - come si legge nella guida del Comune - risultava infatti particolarmente adatto alla sosta delle navi e alle operazioni di imbarco/sbarco merci, perché protetto da un esteso sistema di secche, il cui non facile attraversamento è descritto dal poeta latino Rutilio Namaziano (V secolo d.C.)”.

A San Gaetano di Vada, gli scavi condotti dal Dipartimento di Scienze Storiche del Mondo Antico dell’Università di Pisa hanno portato in luce un vasto quartiere di età romana adiacente al porto. “Sono stati indagati due complessi termali, un horreum (magazzino), un probabile macellum (mercato al dettaglio), una fontana monumentale, una schola (sede di una corporazione di lavoratori del porto, forse i dendrofori, artigiani addetti alla lavorazione ed al commercio del legno che svolgevano anche attività di pubblica utilità, quali lo spengimento degli incendi ) ed un edificio interpretabile come un tempio, forse destinato al culto di Bellona, antica divinità romana della guerra, Cibele ed Attis, divinità orientali particolarmente venerate nei porti frequentati da mercanti dell’est. Di quest’ultimo è stata rinvenuta anche una statua votiva probabilmente distrutta all’epoca dell’editto di Teodosio che fece della religione cristiana l’unico culto consentito nell’Impero Romano. Ulteriori edifici, a probabile carattere produttivo e di servizi, sono in corso di scavo nel settore meridionale dell’area”.

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