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Paolo Rossi: «Sono doppiamente felice»

Paolo Rossi: «Sono doppiamente felice»

Paolo Rossi, già vicario della Questura di Livorno e molto conosciuto e apprezzato in città, dove è nato ed ha svolto quasi tutta la sua carriera in polizia, si è insediato ieri alla guida della...

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Paolo Rossi, già vicario della Questura di Livorno e molto conosciuto e apprezzato in città, dove è nato ed ha svolto quasi tutta la sua carriera in polizia, si è insediato ieri alla guida della Qiuestura di Prato.

Il livornese Rossi era partito per Roma nel settembre 2014, dove al ministero aveva svolto un corso di formazione superato brillantemente che lo ha portato nel giugno scorso ad essere promosso a Questore.

Dopo il salto di grado, ha atteso qualche mese per conoscere la sua destinazione: gli è stata affidata la Questura di Prato, una sede prestigiosa e anche vicina alla “sua” Livorno.

Il nuovo questore - nella conferenza stampa di ieri - ha detto di conoscere bene la realtà pratese, grazie anche al corso superiore di polizia che ha svolto a Roma. «Conosco le criticità pratesi e le differenze con Livorno, due città comunque ugualmente impegnative. Balza subito agli occhi la forte presenza di stranieri, in particolar modo di cinesi, anzi questa città è famosa nel mondo per l'alta percentuale di cinesi. Ho visto dai resoconti dell'anno scorso e dai mattinali la tanta microcriminalità e i molti esposti che arrivano in questura per chiedere di sanare alcune situazioni di disagio. Ma aldi là dello stereotipo della città dei cinesi si vede che c'è una grande comunità. Il mio auspicio è quello di dare il massimo per migliorare dove si può».

Il questore Rossi ha brevemente raccontato del suo recente corso di alta formazione che ha svolto a Roma, rivelando che il “caso Prato” è ben tenuto in considerazione dai vertici della pubblica sicurezza. «Prato è molto considerata dal dipartimento di pubblica sicurezza», ha dichiarato.

Poi ha spiegato di essere «doppiamente felice di stare a Prato». Sia dal punto di vista professionale, dunque, che da quello personale, «perché non ho bisogno di rompere il cordone ombelicale con la mia città e la mia famiglia, che si trova soltanto ad un’ora di strada da qua». I problemi e le emergenze di Prato legati alla sicurezza, non spaventano affatto il nuovo capo della polizia pratese: «Sono un poliziotto nato sulla strada e che continua a preferire il lavoro sulla strada, in mezzo alla gente, anche da dirigente. Questo è un momento difficile ovunque, con l’emergenza terrorismo e la percezione diffusa di insicurezza. Cercherò di dare tutto me stesso per rispondere a queste sfide».

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