Sicurezza
Affronta le fiamme per salvare il gatto
San Vincenzo, incendio dovuto a un cortocircuito nella casa dell’artista Giampaolo Talani
SAN VINCENZO. Nero. Denso. È un segnale inequivocabile. La vista dalla finestra del suo studio si oscura. È al primo piano dell’abitazione in via della Repubblica, a San Vincenzo. Sono le 14,30 del 3 gennaio. L’artista Giampaolo Talani e la moglie si precipitano in giardino. Quel fumo minaccioso esce dalle finestre del seminterrato. Da lì arriva anche il pianto della gatta di famiglia.
L’animale si chiama Gatta e per il maestro di Talani è parte della sua famiglia da otto anni, da quando appena nata l’ha salvata da morte sicura recuperandola da un cassonetto dei rifiuti. «In quei momenti agisci d’istinto e pensi solo a salvare quello a cui tieni – racconta il pittore Talani –. Ho preso un grande respiro e ho sfidato il fumo. Piangeva come un bimbo. Stavo per scoppiare, non avevo più fiato in corpo, ma sono riuscito a tirarla fuori. È stata in quell’inferno per mezz’ora». E ancora: «Dal giardino sentivo la gatta miagolare – racconta –. Quando ho provato ad affacciarmi nel seminterrato l’aria era irrespirabile e la gatta aveva smesso di piangere. Temevo di doverne recuperare il corpo. Invece, dopo alcuni minuti ha ripreso a farsi sentire e a quel punto ho preso il coraggio e mi sono avventurato nei locali invasi dal fumo».
Nel seminterrato, quando arrivano i vigili del fuoco da Piombino si può entrare solo con la maschera d’ossigeno. L’aria è satura di fumo e irrespirabile. Un intervento tempestivo quello dei pompieri. Che già sul momento hanno potuto mettere a fuoco l’origine dell’incendio.
Ad innescare le fiamme il cortocircuito dell’asciugatrice. «Le fiamme hanno finito per aggredire la tubazione che porta acqua all’impianto addolcitore dell’acqua e da lì è uscita l’acqua che ha contenuto i danni», spiega l’artista.
Poteva andare in tutt’altro modo. «Nell’arco di un’ora con mia moglie saremmo usciti per andare al cinema – dice Talani –. Se non fossimo stati in casa ci troveremmo a parlare di ben altri danni». Tanto che a pericolo scampato c’è spazio per una battuta: «Abbiamo iniziato il nuovo anno in modo focoso». Danni materiali ai locali del seminterrato, una parete esterna da ridipingere. Ma niente di più. L’incendio è rimasto contenuto e non ha raggiunto il deposito delle opere dell’artista di fama internazionale. (m.m.)
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