Il dolore
Espropri sulla via Aurelia il conto è ancora aperto
Castagneto Carducci, restano da liquidare ancora delle partite del 2001 Il sindaco Scarpellini: «È una situazione annosa che proveremo a sanare»
CASTAGNETO CARDUCCI. Interroga la giunta e il sindaco Sandra Scarpellini sulla mancata liquidazione degli espropri, alle attività commerciali site sulla vecchia Aurelia, il gruppo consiliare di minoranza Insieme per Castagneto a cui risulta siano stati corrisposti solo 12.000 a fronte dei circa 50.000 euro dovuti.
«L’amministrazione comunale ha ordinato – spiega la lista d’opposizione – delle verifiche e controlli su attività produttive riguardo a pubblicità e occupazione di suolo pubblico. Un atto legittimo se non fosse che ancora non sono stati liquidati espropri, alcuni risalenti al 2001. Come mai ciò non avviene? A quanto ammonta l’importo di tali espropri?». La storia dura da almeno 15 anni. «È vero che l’amministrazione intende richiedere l’imposta di occupazione sul suolo pubblico agli intestatari anche dove si sono arredi urbani sia pubblici che privati?».
Sono tre gli stralci interessati, come spiega il sindaco nella risposta all’interrogazione. Il primo riguarda 10 particelle per 43 cointestatari, il secondo 11 per 76 e il terzo 9 per 56 cointestatari. «L’importo stimato dell’indennità provvisoria – chiariscono dal Comune – come risultante dai particellari a suo tempo approvati ammonta a 9.864,32 euro per il 1º stralcio, 29.602,50 per l 2º e 20.430 per il 3º, per un totale di 59.896,82. I pagamenti che sono stati effettuati, come per legge, sono pari all’80% dell’importo dovuto. Per le aree ricadenti in area urbana è stata anche operata ritenuta di acconto del 20%. Gli importi relativi al 1º stralcio sono stati liquidati per intero e materialmente pagati a coloro che avevano aderito all’accordo bonario (12 cointestatari di 6 particelle) per un totale di 4.296,92 euro». Il restante importo, 4.499,37 relativo all’indennità delle 31 ditte cointestatarie di 4 particelle che non avevano aderito all’accordo bonario, «è stato depositato presso la Tesoreria provinciale dello Stato con quietanze del 2001».
Relativamente al 2º stralcio sono state liquidate 9 ditte cointestatarie relative a 4 particelle per 3.494,74 euro e per il terzo 6 ditte cointestatarie (una particella) per 3.744 euro. Quindi è stato pagato un totale di 11.536,66 euro e restano ancora da pagare 48.360,16 euro. «Non essendovi contratti stipulati e nessun impedimento di carattere tecnico – sostiene il sindaco Scarpellini – daremo disposizioni di provvedere il più rapidamente possibile alla predisposizione degli atti necessari per sanare questa annosa situazione. Il patto di stabilità non impedisce di fatto i pagamenti, ma limita fortemente la possibilità di spesa. In merito all’eventualità di “diluizioni nel tempo” non è dato sapere, ora per allora, quali siano state le problematiche affrontate e le conseguenti decisioni assunte dalle precedenti amministrazioni che hanno purtroppo contribuito a determinare l’attuale situazione». E conclude: «L’applicazione dell’imposta per l’occupazione del suolo pubblico è regolamentata dal Regolamento per l’occupazione di spazi e aree Pubbliche e per l'applicazione della relativa tassa (Tosap). Considerato che l’ultima modifica risale ad oltre 7 anni fa e che nel frattempo si sono riscontrate situazioni da rendere più confacenti alla realtà attuale, stiamo valutando la possibilità di apportare modifiche al regolamento vigente, all’interno delle quali non è comunque prevista l’applicazione dell’imposta sugli arredi urbani».
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