Il Tirreno

Rapine in serie Lippi scrive a Mps: «Più controlli»

di Andrea Rocchi e Anna Cecchini
La polizia all'esterno della banca subito dopo la rapina
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La polizia all'esterno della banca subito dopo la rapina

Cecina, tre colpi in cinque mesi preoccupano il sindaco. Le indagini: i banditi gli stessi di agosto e settembre

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CECINA. All’indomani dell’ennesima rapina ad una filiale Monte dei Paschi in città - tre in cinque mesi, due in corso Matteotti e l’ultima, lunedì, in viale Marconi - il sindaco Lippi scrive a Mps. Ieri ha inviato una lettera al responsabile area Toscana del Monte per chiedere all’istituto, alla luce della preoccupante escalation di colpi nelle due filiali cittadine, di attivare tutti controlli possibili nell’interesso primo dei dipendenti ma anche dei clienti e dei cittadini. Lippi è preccupato che in centro, in pieno giorno, possano verificarsi azioni violente a mano armata. Che si ripetono con allarmante continuità.

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Ed è convinto che Monte dei Paschi può fare di più per migliorare la sorveglianza ed i controlli all’entrata. Questo il senso della lettera alla banca. Sul fronte della lotta alla criminalità e al vandalismo, più in generale, la giunta Lippi ha già deliberato ed in parte attivato un progetto di videosorveglianza di alcune aree cittadine, ma il sindaco è convinto che per combattere ed affrontare meglio il fenomeno è necessaria un’azione congiunta, coi privati che fanno la loro parte. In questo caso, oltre alla vigilanza privata (le guardie giurate fuori dalle banche o dagli altri luoghi “sensibili”) si chiede che tutti facciano la loro parte anche per garantire controlli interni più capillari.

Intanto sul fronte delle indagini non si ferma il lavoro degli investigatori. I rapinatori che nella tarda mattina di lunedì 28 dicembre sono entrati, armati di pistola, nella sede del Mps di viale Marconi, potrebbero essere gli stessi che ad agosto e a fine settembre hanno svaligiato la sede centrale su corso Matteotti.

Un'ipotesi che le forze dell'ordine non escludono, ma che certo devono verificare analizzando tutti i dettagli contenuti nei filmati delle telecamere all'esterno dell'istituto di credito su viale Marconi.

E se gli impianti di registrazione video funzionavano perfettamente, è invece stato appurato che i due rapinatori che hanno fatto irruzione in banca poco prima delle 13 non hanno trovato ostacoli particolari, dato che il metaldetector all'interno della bussola (la cabina di ingresso che verifica gli oggetti in metallo trasportati dai clienti) era rotto.

E' stato quindi facile, per i banditi, entrare armati e puntare la pistola contro due cassieri. Per poi uscire e fuggire a bordo di un'auto in cui li aspettava il terzo malvivente.

Le indagini degli uomini del commissariato di Cecina proseguono a ritmo serrato, principalmente attraverso la verifica dei video delle telecamere esterne alla banca e grazie alle testimonianze degli impiegati. Dopo un conteggio più dettagliato è emerso che i rapinatori sono riusciti a portare via oltre 20mila euro, come del resto è certo che fossero italiani di mezza età.

Non sarà facile ricostruirne l'identità, dato che quando son entrati nella banca su viale Marconi erano "mascherati" di tutto punto: occhiali da sole, cappelli, parrucca e barba finta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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