Il Tirreno

Messa al palazzaccio

Commozione per l’addio ad Andrea

Commozione per l’addio ad Andrea

Lettera dei colleghi di Isolani: «Facevi le cose con amore»

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CECINA. “Accompagniamo l’anima del fratello Andrea davanti al Signore”. Con poche toccanti parole, don Pietro Menciassi ha ricordato ieri, martedì 29 dicembre, Andrea Isolani in chiesa al Palazzaccio. Pochi minuti prima delle tre del pomeriggio centinaia di persone si erano strette attorno alla moglie Manuela e ai figli Jacopo e Francesca per testimoniare il proprio dolore e il proprio affetto. Sarà difficile dimenticare Andrea, perché era un uomo corretto e benvoluto. A partire dai ragazzi che, per anni, ha allenato sui campi di calcio insegnando loro cose belle.

“Preghiamo uniti – ha proseguito il parroco con un filo di voce – intorno alle spoglie di una persona cara che amava il proprio lavoro e i propri cari. La lettera di San Giovanni che vi leggo ci ricorda come sia necessario osservare i comandamenti consegnati da Dio, in quanto danno a ciascuno di noi piena dignità nel rispetto della nostra dimensione. Siamo vicini alla famiglia nella preghiera, negli affetti e nella speranza, e accompagniamo insieme Andrea all’incontro con nostro Signore”. E’ il primo passo verso il percorso spirituale al termine di quello terreno. In servizio da vent’anni alla farmacia ospedaliera, Isolani è stato ricordato anche dai compagni di lavoro che hanno scritto una lettera piena di profondi pensieri. “Sarai sempre con noi – ha letto una collega con la voce rotta dal dolore – con il tuo modo tranquillo di lavorare e l’amore per ciò che facevi”. Frasi che, scritte di getto in un momento difficile, ricordano bene chi fosse Andrea, persona educata e pacata, pronto ad ascoltare il prossimo per capirne i problemi e con pazienza provare a risolverli. Concetti espressi pure dalla nota firmata dall’azienda sanitaria. Alla Polisportiva Palazzaccio era un punto di riferimento, perché nei primi anni Novanta aveva iniziato ad allenare i ragazzi. Da buon tecnico, metteva passione ed energia nell’insegnare calcio e buon comportamento alle squadre che guidava. Vincitore del trofeo “Riccardo De Gaetani”, si era tolto più di una soddisfazione dedicando il successo ai suoi calciatori. Era amato. (m.f.)

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