Il Tirreno

Cani sbranati, è allarme lupi

di Anna Cecchini
Una delle carcasse dei cani dilaniati ritrovata dai padroni
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Una delle carcasse dei cani dilaniati ritrovata dai padroni

Riparbella: sotto Miemo alcuni cacciatori trovano i loro segugi divorati: «Fate attenzione a quei boschi». Parla il presidente dell'ordine dei veterinari

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RIPARBELLA. «I nostri cani sono stati sbranati dai lupi, poche ore dopo che li abbiamo persi nel bosco abbiamo ritrovato soltanto le carcasse». A lanciare l’allarme sono alcuni cacciatori, che domenica 27 dicembre erano in gruppo, per una battuta di caccia al cinghiale nelle campagne dell’alta Val di Cecina. «Alle 14 - spiega Sorgi Gennai, proprietario dei tre animali scomparsi - i cani erano con noi, poi si sono persi nella macchia». Sul momento i cacciatori non si sono preoccupati troppo, dato che spesso i cani da caccia si allontanano alla ricerca delle prede. Il fatto è che gli animali, tre segugi maremmani a pelo fulvo, non hanno più risposto ai richiami del padrone. «Eravamo sotto la Rocca di Miemo - racconta Roberto Belli, un altro cacciatore che faceva parte del gruppo - e abbiamo avviato subito le ricerche, anche grazie al sistema satellitare che abbiamo sui cellulari che è collegato ai trasmettitori inseriti nei collari dei cani e permette di avere le coordinate geografiche degli animali».

Le ricerche sono andate avanti tutta la notte. Ieri mattina la macabra scoperta. «Li abbiamo trovati - prosegue Gennai - soltanto stamani presto (la mattina del 28 dicembre, ndr) dopo aver perlustrato tutti i boschi della zona. A un certo punto, quasi all’alba, ho sentito il rumore di un campanellino, come quello che i miei cani avevano al collo». Gennai ha sperato che le ricerche terminassero con un lieto fine. «Invece - ricorda - andando nella direzione da cui proveniva il rumore, ho visto uno dei segugi a terra, completamente divorato. E, a pochi metri da me, ho visto chiaramente un lupo».

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Poco distante dalla prima carcassa, i cacciatori hanno trovato anche un secondo cane. «Anche questo era stato mangiato - racconta Belli - La testa è rimasta quasi intatta, ma dal collo in giù i lupi hanno dilaniato gli animali, di cui sono rimaste soltanto le ossa del costato». Immagini pesanti per il padrone dei cani, che assicura come la colpa sia da addebitare ai lupi. «Uno l’ho visto chiaramente - ripete Gennai - e poi sappiamo che anche un altro gruppo di cacciatori, in quella zona, ha perso sei cani e anche quelli sono stati divorati. Crediamo che in quell’area da tempo ci sia un branco di lupi, che evidentemente attacca anche gli animali non selvatici». Tra l’altro Gennai non è riuscito a trovare il terzo segugio scomparso. «Credo che i lupi - dice - lo abbiano trascinato in una tana per poi mangiarlo». Un allarme che i cacciatori lanciano principalmente per mettere in guardia chi frequenta i boschi dell’alta Val di Cecina. «Oltre al dispiacere per i cani - terminano i due cacciatori- vogliamo avvertire le persone che per vari motivi sono solite andare in quella zona. Se davvero un branco di lupi si è insediato in quell’area, è chiaro che ci sarebbe un grosso pericolo non solo per i cacciatori, ma anche per i fungaioli e per chi va a passeggio nei boschi».

Preoccupato anche Marco Melosi, presidente dell’ordine dei veterinari della provincia di Livorno. «Faccio continuamente - spiega - constatazioni di morte di cani e non avevo mai visto corpi di animali straziati in questo modo. È evidente che si tratta di morsi di lupi, che hanno spolpato i cani». Melosi mette in guardia non solo i cacciatori, ma anche chi va a fare funghi o a passeggio. «C’è da fare attenzione ad andare per boschi - sottolinea il veterinario - prima di tutto chi ha cani di piccola taglia. È chiaro che il comportamento dei lupi è mutato. Prima al massimo attaccavano altri animali selvatici, se adesso si nutrono anche di cani significa che possono essere più pericolosi».

 

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