Gioco
Un futuro incerto per il bagno Bayahibe
SAN VINCENZO. Non tutto è deciso per l’incompiuto stabilimento balneare Bayahibe. Il punto fermo resta la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato il permesso a costruire rilasciato dal...
SAN VINCENZO. Non tutto è deciso per l’incompiuto stabilimento balneare Bayahibe. Il punto fermo resta la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato il permesso a costruire rilasciato dal Comune di San Vincenzo nel 2008. I lavori sulla spiaggia, a lato del fosso delle Prigioni, non avrebbero dovuto cominciare. La sentenza è stata deposita il 14 dicembre, mentre il collegio romano si è riunito in camera di consiglio il 3 novembre scorso.
La costruzione va demolita. Ma a chi spetta farsene carico insieme al rispristino dei luoghi? A quanto ammonta la spesa per l’operazione? La demolizione spetta alla società Acquachiara, titolare del cantiere e il costo per una simile demolizione è di varie decine di migliaia di euro. Qualora la Società non potesse o si rifiutasse di demolirlo, toccherebbe al Comune di San Vincenzo buttar giù la costruzione di circa 300 metri quadrati di superficie. Ma per farlo, l’ente dovrebbe trovare i soldi, effettuare una variazione di bilancio e presentarla in consiglio comunale.
Tuttavia, non esiste alcuna legge che impone un periodo di tempo da rispettare entro il quale dover obbligatoriamente demolire lo stabilimento. Il termine per la demolizione scatterebbe a seguito di disposizioni o prese di posizione giuridiche. Per esempio, scatterebbe un periodo di 90 giorni entro cui buttar giù l’edificio e ripristinare i luoghi se il sindaco di San Vincenzo emettesse un’apposita ordinanza. Qualora ciò non venisse fatto, potrebbero richiedere il rispetto della sentenza mediante una diffida i cittadini o gli stessi ricorrenti del Condominio Belmare, protagonisti della battaglia legale contro il Comune e la società Acquachiara. In pratica, riassumendo, esiste l'obbligo giuridico di demolire, ma non un termine entro il quale farlo.
Pare poco probabile invece l’eventualità di sanare, essendo il manufatto in una zona di vincolo paesaggistico. È probabile, che lo stabilimento non venga demolito a breve. Ed è di conseguenza possibile che il manufatto resti così com’è anche nell’estate 2016. Sul fronte giuridico, al Comune di San Vincenzo e alla società Acquachiara non resta altro che appellarsi al Presidente della Repubblica.
Paolo Federighi
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