Il dolore
Pilota morto, un secondo indagato
È il proprietario del camion, che non avrebbe revisionato i freni
LUCCA. Nuovo capitolo nell’inchiesta sulla morte del pilota rosignanese Giacomo Bicchielli, 42 anni, travolto da un camion Renault da 35 quintali utilizzato per il trasporto delle auto da rally.
Dopo che il sostituto procuratore di Lucca Aldo Ingangi aveva iscritto nel registro degli indagati l’autotrasportatore di 47 anni, nato a Pistoia e residente a Larciano che era alla guida dell’automezzo che ha schiacciato il pilota e ferito (la prognosi è salita a 40 giorni) un direttore di gara, nelle ultime 48 ore il magistrato ha effettuato una nuova iscrizione. Si tratta del proprietario del camion, un artigiano di Fivizzano (Massa) che, stando ai militari, non avrebbe revisionato il mezzo.
Il punto infatti è proprio questo. L’autotrasportatore di Larciano, accusato di omicidio colposo e lesioni gravi, ascoltato dai carabinieri di Coreglia ha sostenuto di non essere riuscito a controllare il pesante mezzo per un guasto ai freni. Surriscaldati o comunque non funzionanti. Quindi, per evitare una strage, appena si è accorto che il camion Renault non rispondeva ai comandi ha imboccato l’ingresso di un parcheggio in leggera pendenza nella speranza di arrestare il mezzo. Ma non ci è riuscito e l’autoarticolato si è schiantato contro il muro uccidendo Bicchielli e ferendo Alessandro Bolano che in quel frangente si trovavano proprio lungo la strada, diretti all’auditorium del Ciocco per la premiazione.
Per capire effettivamente se i freni funzionanti al momento dell’incidente il magistrato nominerà un ingegnere meccanico specializzato proprio nella revisione degli automezzi. Il camion Renault nel frattempo resta sotto sequestro mentre i carabinieri proseguono nella loro attività investigativa.
Luca Tronchetti
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