Sicurezza
Offendere un vigile a Cecina costa 700 euro
Cecina, 700 è il prezzo per rimediare alle offese dell’onore della polizia municipale e del Comune di Cecina. A fissare la cifra prima che si apra il processo a carico di una signora è il comandante dei vigili
CECINA. Settecento euro. È il prezzo per riparare. Per rimediare alle offese dell’onore della polizia municipale e del Comune di Cecina. A fissare la cifra è il comandante Graziano Costagli, mentre ad approvare è la giunta. Il risarcimento chiude una querelle del 2012, sfociata in un procedimento penale a carico di una signora.
Per due volte la donna sulla sua strada ha incrociato i vigili di Cecina. E in entrambi i casi non si è trattenuta. Gli incontri si sono conclusi con parole di fuoco. Ma che cosa abbia scatenato l’ira della signora e che cosa abbia detto agli agenti non è dato sapere. Uniche certezze: il 17 maggio e il 25 dello stesso mese del 2012 ha perso le staffe. A ricordarlo sono le date e le circostanze riportate nella denuncia degli agenti della municipale da cui è partito il procedimento penale a carico della donna.
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La signora se l’è presa con più vigili. E lo ha fatto in pubblico. Oltraggio a pubblico ufficiale. Lo prevede l’articolo 341 bis del codice penale: “Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni”. Ma nel caso della donna l’ipotesi di reato è di oltraggio aggravato, dato il ripetersi degli episodi. Al punto che per l’articolo 81 del codice penale alla pena potrebbero aggiungersi gli effetti moltiplicatori, fino al triplo, poiché si tratta di un’ipotesi di reato continuato.
Alla signora quella rabbia incontenibile deve esserle rimasta addosso per parecchio tempo. Solo all’inizio di quest’anno ha trovato la forza di prendere carta e penna e inviare una formale lettera di scuse al Comando della polizia municipale “per le gravi espressioni offensive usate”. Adesso, c’è il passo successivo. Prima che da imputata si ritrovi condannata, tramite il suo avvocato chiede di poter riparare il danno “mediante risarcimento di esso sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell’ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto”, come recita il terzo comma dell’articolo 341. La giunta nel fissare la cifra stabilisce anche che “la somma verrà destinata al finanziamento di un’iniziativa di carattere sociale o civico”.
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