Sicurezza
Il nonno di Rosignano ha 104 anni
Lorenzo Paoletti si mantiene in perfetta forma ripassando le tabelline, declamando poesie e componendo puzzle
ROSIGNANO. Il 28 dicembre compie 104 anni, ma non li dimostra. Si chiama Lorenzo Paoletti ed è nato a Livorno il 28 dicembre del 1911. Un bel traguardo questo specialmente se si pensa che nonno Lorenzo è autosufficiente e in ottima salute mentale e fisica. Paoletti è molto conosciuto particolarmente nell'ambiente Solvay di Rosignano, avendo lavorato come ragioniere negli uffici dell'azienda chimica e ricorda ancora perfettamente tutti i nomi dei suoi colleghi.
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È andato in quiescenza a sessantadue anni cioè nel 1973 e quindi percepisce la pensione da ben quarantadue anni, un tempo assai più lungo di quello che ha trascorso come lavoratore. Ha due figli, Carlo e Laura, tre nipoti e tre bisnipoti. Nella sua casa in via della Repubblica a Rosignano Solvay passa il tempo leggendo senza occhiali il giornale, guardando un po' di televisione, facendo parecchie parole incrociate e complicati giochi di puzzle per esercitare il cervello, come dice lui. Dopo la scomparsa della moglie Bianca avvenuta nel 2002, ha vissuto da solo fino a poco tempo fa, ma recentemente i figli hanno pensato di farlo seguire specie di notte da una brava badante ucraina.
Da giovane ha fatto molto sport come tennis, calcio e atletica leggera. Mangia molto spesso durante la giornata, ma i suoi pasti principali sono semplici e leggeri. Alla fine del pranzo del mezzogiorno non manca mai di gustare un bicchierino di vin santo. Raramente è stato visitato da un medico e mentre sta parlando si alza agevolmente dalla poltrona mostrando di saper stare in piedi su una gamba sola. Racconta che ogni mattina quando si sveglia si diverte a ripassare le tabelline facendo a mente moltiplicazioni anche a due cifre. Ha una voce chiara e ferma, un eloquio molto piacevole e fiorettato con citazioni a memoria di versi di Dante, Carducci, Giusti e Fucini. Conosce anche una grande quantità di proverbi e soprattutto di coloriti e spassosi detti livornesi. Ma il più bello è un motto che ricorda di avere imparato dalla sua mamma e che suona così: "Tanto è il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto".
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