Il Tirreno

Scarichi fuori fognatura c’è l’obbligo di allaccio

di Manolo Morandini
Un sopralluogo durante i lavori di posa della rete fognaria
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Un sopralluogo durante i lavori di posa della rete fognaria

L’amministrazione Lippi ha in mano l’elenco degli inadempienti stilato da Asa. Caduto nel vuoto l’invito di un anno fa a mettersi in regola arrivano le ordinanze

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CECINA. Un residente su tre. Tanti i fuori legge che a Collemezzano non si sono allacciati alla rete fognaria. Nella campagna a nord di Cecina le tubazioni sono arrivate a ottobre del 2013, ma in molti non hanno cambiato abitudini. L’elenco degli inadempienti è nelle mani dei tecnici dell’ufficio Ambiente del Comune. Stilato dal gestore del servizio Asa sarà la base per le ordinanze con cui l’amministrazione Lippi punta a rendere obbligatorio ciò che il buonsenso avrebbe consigliato di fare da tempo. I provvedimenti sono attesi per il nuovo anno.

«L’ufficio Ambiente ha richiesto e ricevuto da Asa l’elenco dei residenti che non hanno ancora provveduto all’allaccio alla pubblica fognatura – dice il sindaco di Cecina Samuele Lippi – e sta predisponendo l’ordinanza per rendere coercitivo l’adempimento». Un cambio dei toni dopo che la lettera inviata da Asa ai residenti per incentivare gli allacci si è rivelata un buco nell’acqua.

«Asa ha riferito che pochissimi hanno aderito all’invito e, pertanto, per coloro che ancora non sono allacciati, l’amministrazione si attiverà attraverso un provvedimento autoritativo, idoneo a rendere coercitivo l’adempimento», riferisce il primo cittadino in risposta all’interrogazione sul caso presentata da Forza Italia.

Dodici chilometri di tubazioni e un impianto che con la tecnologia della depressione che consente di convogliare i liquami al depuratore di Marina di Cecina. La rete fognaria a regime servirà 2.000 persone e lungo i dodici chilometri per consentire gli allacci ci sono circa 170 pozzetti di interfaccia. Un progetto da 1.700.000 euro che s’inserisce nell’accordo di programma del fiume Cecina firmato nel 2003 e finanziato al 95% dal ministero dell’Ambiente. Un’opera che ha accumulato ritardi per adeguare il sistema alla particolare urbanizzazione della zona e per renderlo compatibile con l’ampliamento della strada 206 dovuti al prolungamento dell'autostrada A12. I lavori registrarono uno stop anche per adeguare il progetto alle crescenti richieste di allaccio. Lavori avviati dall’allora sindaco Paolo Pacini e conclusi dall’ex primo cittadino Stefano Benedetti.

Un passo necessario le ordinanze con cui imporre l’allacciamento a chi non vuol sentire ragioni. È questo infatti lo strumento previsto dall'articolo 14 della legge regionale 20 del 2006. Ma per alleggerire la pillola il sindaco Lippi sottolinea che: «per venire incontro alle richieste degli utenti, anche in considerazione della particolarità tecncica del pozzino di interfaccia con la proprietà, la manutenzione di tale elemento è stata assunta dal gestore del servizo Asa, in ragione della particolare onerosità dell’intervento, oltre il fatto che può essere effettuata solo da una ditta specializzata».

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