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La chiesa festeggia 150 anni

La chiesa festeggia 150 anni

La prima messa venne celebrata il 24 dicembre 1865

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SAN VINCENZO. La chiesa di San Vincenzo Ferreri, nel centro urbano di San Vincenzo, festeggia i 150 anni dalla sua fondazione. Alla messa di mezzanotte del 24 dicembre saranno presenti il sindaco Alessandro Bandini, tutti i membri della giunta e del consiglio comunale.

I lavori della chiesa iniziarono nel 1855 per volontà del Granduca di Toscana, Leopoldo II di Lorena. In quegli anni fu costruita la linea ferroviaria costiera e, in seguito, la stazione. Tra il Granduca e San Vincenzo c’era un rapporto particolare: Leopoldo era molto amico della famiglia Benvenuti, padrona della locanda dell’epoca. La chiesa fu inaugurata il 24 dicembre 1865, come vicecuria di Campiglia. Prima di allora le funzioni religiose erano svolte dal cappellano militare dell’oratorio adiacente alla Torre Galoppini, dedicato a San Vincenzo.

Nei secoli precedenti esisteva una chiesa dedicata a San Marco, con un cimitero, dove ora si trova il Monte dei Paschi. L’oratorio militare e la Torre furono venduti dallo Stato ai privati nel 1875. Nel 1888 fu eliminato il ponte levatoio della Torre che esisteva da circa 600 anni. Gli infissi della chiesa furono costruiti dal falegname Abramo Corti, di Figline Valdarno. Questi, sposato con Agata Frolli (sorella di Maddalena, la locandiera), era il capostipite di una storica famiglia sanvincenzina. Dario, uno dei figli di Abramo, fondò con altri il Monte dei Paschi. La figlia Emma fu maestra elementare e Giovanni continuò la tradizione artigiana del padre costruendo, col proprio figlio, gli arredi interni della chiesa. Alcuni discendenti di Abramo vivono ancora a San Vincenzo.

Come l’oratorio, anche la nuova chiesa fu dedicata a San Vincenzo Ferreri, prosecuzione dell’equivoco storico di secoli prima: il patrono del paese è infatti San Vincenzo di Saragozza, diacono spagnolo, vissuto nel III secolo d.C. Il primo altare della chiesa è quello del vecchio oratorio, poi spostato nella cappella laterale dedicata a San Vincenzo. Le campane furono installate nel 1871. Il primo parroco fu Giovan Battista Mussio, cappellano militare all’oratorio della Torre, fino al 1879. Seguirono Angelo Mazzanti, Domenico Mussio, Antonio Guidi, Giuseppe Anfossi, Egidio Testa, Nello Puccini, Raffaello Damiani, Jacopo Martini, Vito Viti, Achille Verduni (dal 1899 al 1911), Carlo Birga (dal 1911 al ‘40), Ivon Martelli (dal ‘40 al ‘93) e l’attuale Domenico Corona. Il primo battesimo avvenne il 27 dicembre 1865, la prima visita pastorale nel 1873 da parte del vescovo Giuseppe Morteo, il primo matrimonio nel 1904. Nel 1905 la vicecuria diventò vicariato autonomo e nel ‘47 parrocchia. Le alette laterali della chiesa furono aggiunte ai primi del ‘900 per volere di Achille Verduni, parroco al quale si deve anche la costruzione del palazzo noto come il Vaticano. Nello sfondo del coro una Deposizione dell’artista campigliese Carlo Guarnieri. Il fonte battesimale e il crocifisso furono donati dai della Gherardesca in ricordo di Manfredi, nipote di Gherardo e Olimpia Alliata, morto nel 1954. All’interno le pitture a fresco di Giampaolo Talani: 12 storie della vita di Gesù.

Paolo Federighi

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