Il Tirreno

«Mi ha portato all’altare»

di Anna Cecchini
«Mi ha portato all’altare»

Il ricordo degli amici del 42enne travolto da un camion a fine gara

4 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. «Per me era come un fratello. Se penso che nel ’97, per il mio matrimonio, mi ha accompagnato alla chiesa sulla macchina da rally, non posso credere a questa tragedia». Trattiene a stento le lacrime Valerio Barlettani, amico fraterno di Giacomo Bicchielli, il 42enne che domenica ha perso la vita dopo aver partecipato al rally del Ciocchetto, a Castelvecchio Pascoli. Un incidente assurdo, causato da un camion che, per un guasto all’impianto frenante, ha travolto il rosignanese che stava camminando a bordo strada insieme a un giudice di gara, rimasto ferito.

Bicchielli era conosciutissimo a Rosignano Solvay, dove ha vissuto fino a pochi anni fa con la famiglia, nel quartiere delle Pescine. Adesso i genitori abitano a Rosignano Marittimo, nella zona del Vignone, mentre l’uomo si era trasferito a Cecina, e viveva a Collemezzano (in via Metauro) insieme alla sua compagna.

«Anche lei - racconta Barlettani - ha una passione per i rally. Qualche volta hanno corso insieme, come è successo il giugno scorso per il Rally Alta Val di Cecina. In quell’occasione Giacomo non correva sulla Peugeot 106, ma su un a 206 e con la compagna erano arrivati primi nella categoria classe gruppo A7».

Una passione, quella per le corse, che il 42enne coltivava dai primi anni Novanta. In precedenza aveva praticato altri sport, tra cui il calcio: un atleta e un agonista a tutto tondo, insomma.

Tanti sono gli amici e i compagni di squadra del campionato Amatori che ricordano quando sui vent’anni Bicchielli correva sui campi di calcio della zona. E tutti sottolineano come, fin da giovane, fosse gentile e aperto con tutti.

«Ci conosciamo da oltre vent’anni, anche io sono appassionato di rally- ricorda Barlettani -. Ci siamo conosciuti propri grazie a questo sport e da allora siamo diventati molto amici, ci sentivamo anche dieci volte al giorno per concordare i programmi delle gare o per aggiornamenti sulle macchine.

«Quello che è successo - prosegue l’amico della vittima - mi sembra impossibile, ancora non ci posso credere. Giacomo era un ragazzo fantastico, aiutava sempre tutti, era disponibile. Anche nell’ambiente delle corse se c’era qualcuno in difficoltà trovava il modo di dargli una mano».

Bicchielli era molto noto a Rosignano, e anche nei dintorni, per le attività lavorative che aveva svolto negli anni. Tutte a stretto contatto con il pubblico, che. A cavallo tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila aveva lavorato al locale Il Giardino, sotto Rosignano Marittimo, ed era socio della cooperativa che lo gestiva. Negli stessi anni, per un periodo molto breve, aveva avviato anche una società di noleggio da auto da rally.

Poi si era indirizzato su un diverso tipo di attività. Da una decina di anni lavorava come idraulico per la Biclima, azienda del cugino con sede alle Morelline, che si occupa di impianti di riscaldamento e climatizzazione.

Proprio la Biclima, insieme al Malandrone moda, erano gli sponsor dell’auto di Bicchielli, che aveva fondato un suo team, il “106 Racing”. «Correva quasi sempre sulla sua 106 nera - ricorda Barlettani -, anche se qualche volta, come appunto lo scorso giugno insieme alla compagna, faceva gare anche sulla 206». L’altro giorno al Ciocchetto aveva un’auto del Rosignano Rally Racing, che vista la sua esperienza gli aveva chiesto di testarla. Nell’ambiente avviene spesso che tra scuderie ci si dia una mano.

Insomma Giacomo Bicchielli, che dopo una pausa di riflessione aveva ricominciato a correre dal 2011, era un punto di riferimento nel mondo delle quattro ruote.

Non solo a livello locale, dato che aveva vinto svariate gare in giro per la Toscana e tante anche in altre zone d’Italia. E tante volte i suoi ottimi risultati erano stati riportati anche sulle colonne del nostro giornale.

«Era conosciuto e apprezzato anche perché - ricorda l’amico - si comportava sempre bene con tutti, se sapeva che qualcuno era in difficoltà nella gestione dell’attività sportiva tentava di aiutarlo. Era una persona perbene, sempre ben disposto verso tutti. Ha fatto così tante gare che non riesco neanche a fare il conto. Per lui le macchine da rally erano una passione vera».

Ma il mondo dei motori non era l’unico pallino del 42enne. Da qualche tempo aveva anche un altro hobby, la pesca subacquea. «Da un po’ di anni - termina Barlettani - gli piaceva anche fare le immersioni, soprattutto lungo la nostra costa. Appena aveva un po’ di tempo libero, dopo il lavoro e dopo la gestione delle gare di rally, si dedicava alla pesca subacquea».

La morte del 42enne, che oltre ai genitori e alla compagna lascia un fratello minore, ha generato grande commozione tra Rosignano e Cecina. Da quando domenica sera, sulla costa, si è sparsa la notizia del tragico incidente in cui ha perso la vita in Lucchesia, la comunità è sotto choc e piange il pilota dallo sguardo buono e sempre gentile con tutti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa