Finanza
Rissa in campo, Malfi difende i dirigenti
Dopo le botte fra juniores, replica al Cenaia: «Abbiamo allontanato i ragazzi per sedare gli animi»
CECINA. «Sabato ero a seguire la partita al Rossetti e la versione di quanto accaduto a fine gara descritta dai dirigenti del Cenaia non corrisponde alla realtà».
Non ci sta il direttore sportivo rossoblù Marcello Malfi e, pur condannando duramente gli episodi di violenza verificatisi a fine della gara tra juniores regionali del Cecina e Cenaia, ricostruisce una diversa dinamica dei fatti.
La partita, ricordiamo, era quella di campionato fra i rossoblù locali e gli ospiti primi in classifica.
«Abbiamo pareggiato in pieno recupero e nel finale c’è stato un parapiglia – spiega Malfi – nessun dirigente del Cecina, però, ha fatto muro bloccando l’ingresso agli spogliatoi del Cenaia come dichiarato dagli ospiti. Anzi, i nostri allenatori e dirigenti sono intervenuti subito per cercare di sedare la bruttissima rissa che si era scatenata in campo, un tutti contro tutti davvero terribile».
Malfi racconta come fondamentale sia stato l’intervento per evitare danni peggiori. «Abbiamo portato tutti i nostri ragazzi alla bandierina, il più lontano possibile dagli spogliatori proprio per evitare ulteriori “contatti” con gli avversari – spiega ancora il direttore sportivo – nessun muro o blocco al tunnel, ma proprio il tentativo di dividere e sedare gli animi».
Una ferita, anche se lieve, alla testa del portiere pisano, però, c’è stata. «Vero, ma hanno accusato un nostro dirigente che faceva il guardalinee di aver deliberatamente colpito con la bandierina il ragazzo – spiega Malfi – in realtà, ed è la versione che lo stesso dirigente ha dato al direttore di gara, proprio nel tentativo di sedare la rissa c’è stato questo colpo fortuito».
Per concludere, a dimostrare che il nervosismo c’era da entrambe le parti, Malfi sottolinea come «ci siano evidenti danni riportati allo spogliatoio degli ospiti».
Un finale, comunque, censurabile e che mai dovrebbe verificarsi su un campo di calcio.
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