Il Tirreno

Il mitico Ciucheba è sempre di moda

Il mitico Ciucheba è sempre di moda

Domani sera al Caffè dei fiori di Marina terza edizione di “Mi ritorni in mente”

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CECINA. Chissà in quanti vorrebbero la macchina del tempo per tornare all’epoca d’oro del Ciucheba di Castiglioncello, quando davanti alla porta della discoteca centinaia di persone in fila attendevano impazienti di entrare per incontrare i divi del cinema e i personaggi dello spettacolo scattando fotografie e chiedendo autografi. Niccolò D’Andrea & Andrea Bacci, proprietario e direttore artistico del Caffè dei fiori di Marina, danno appuntamento agli appassionati della musica dal vivo domani sera, domenica 20 dicembre, per la terza edizione di “Mi ritorni in mente”.

La festa è uno degli eventi più prestigiosi di “Domenica lunatica”, cartellone ricco di sorprese che si concluderà a maggio dell’anno prossimo. Anche la scelta del locale non è fatta a caso, perché Mauro Donati – l’anima del Ciucheba – negli anni Settanta gestiva con Antonio D’Andrea, padre di Niccolò, “La Taverna dell’alba nera”, un disco pub nei sotterranei dell’hotel Tornese. Il menù della nottata è ricco: inizio alle ore 19 con l’aperitivo e il piano di Fabio Marchiori, a seguire la cena con il cantante Fabrizio Milani e i pezzi storici in attesa del leggendario pianista Neno Vinciguerra, un mito per tutti.

Con lui, Donati e i suoi ragazzi, gli interpreti degli anni irripetibili a Castiglioncello, spesi insieme al pilota di formula uno René Arnoux e al cast del film “Mediterraneo”, Alba Parietti e Jerry Calà: Paolo Camilli, Marco Maggi, Marco Graziani, Marco Cappagli, Giovanni Lionetti, Cristina Tarchi, Manuelo e Antonio Cerracchio. Tra questi, Cappagli merita un discorso a parte perché, negli anni Novanta, contribuì in veste di direttore artistico all’organizzazione degli eventi e alla crescita del locale, conosciuto in tutta Italia, con il resto della squadra. Le curiosità non mancheranno. A partire dalla torta, che sarà composta da Valerio e Nina Liggieri della pasticceria “Principe” nello stile dell’epoca. Il massimo sarebbe che, dalla porta girevole del “Caffè dei fiori”, entrasse qualche personaggio che a Castiglioncello aveva fissa dimora. Un colpo non da poco. “Dal Ciucheba – spiega Bacci – abbiamo imparato molto. Le nostre non sono feste improvvisate, ma sono frutto di un lavoro sviluppato nel tempo per ricreare un’atmosfera simile agli anni d’oro. La musica è un linguaggio universale”. Non rimane che avvicinarsi al pianoforte, e chiedere a Donati di aprire il libro dei ricordi e raccontare. Per riempire la nottata basteranno i mille aneddoti e le storie che un professionista dello spettacolo come lui ha vissuto un decennio dopo l’altro.

Michele Falorni

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