Il Tirreno

Battello sul fiume il sindaco rilancia

di Maria Meini
Battello sul fiume il sindaco rilancia

Opportunità turistica: un tragitto tra i due musei comunali «Vado avanti come un treno col mio programma elettorale»

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CECINA. Un anno e mezzo di mandato. Con un rimpasto turbolento in giunta, la sostituzione dell’assessore all’urbanistica, un vortice di cantieri e polemiche su quello che in molti definiscono “un uomo solo al comando”. Gufi, li liquida Lippi. Che alla faccia delle critiche rilancia il suo contestato progetto elettorale di navigabilità del fiume.

All’incontro sui lavori di ripascimento ha parlato di nuovo del battello sul fiume Cecina. Vuol farlo davvero?

«L’ho detto all’incontro con l’on. Velo sui lavori antierosione. Ho chiesto alla deputata i finanziamenti per poter avviare un escavo del fiume da ponte a ponte, una cosa che non è mai stata fatta, in modo da poter sbloccare e completare le opere di ripascimento del tombolo sud. E con l’escavo è possibile testare la navigabilità. Ho già fatto fare delle prove, per mettere in attività un gommone con finalità turistiche sul percorso dei due musei comunali, quello della Cinquantina e il museo di San Vincenzino. Sembra una cosa straordinaria, ma i fiumi sono sempre stati mezzi di comunicazione fin dall’antichità. Non c’è niente di strano, anzi è una grande opportunità turistica e il modo per riappropriarsi di un bene ambientale che molti cecinesi non hanno mai visto da vicino: il loro fiume».

Sindaco, come vanno i rapporti con il Pd?

«Subito questa domanda? Sono ottimi i miei rapporti col Pd, un grande partito che ospita diverse visioni».

Il Pd cecinese è commissariato. Ma è sotto tutela della federazione anche la giunta?

«Non direi proprio. Ci sono gufi che non riescono ad accettare che questa giunta lavori così bene, e intensamente. Qualcuno addirittura sperava che piovesse perché non finissero in tempo i cantieri nella Ztl».

Ma in consiglio comunale il consigliere dissidente Stefanini ha firmato una mozione con il capogruppo di Forza Italia.

«Stefanini ha fatto un gruppo a sè, ma teoricamente è in maggioranza».

Teoricamente. I suoi avversari dicono che lei sia un sindaco civico, che potrebbe addirittura ripresentarsi con una lista civica.

«Io ho un mandato: realizzare il programma elettorale. Parlare di ricandidature è assolutamente prematuro. E poi cosa vuol dire civico? Alle scorse amministrative mi appoggiava anche una lista d’ispirazione civica, Cecina 2020 per Lippi. La verità è che io credo nella politica e credo nel Pd. Quello che alcuni non digeriscono è che io sia un sindaco che ascolta la città, che recepisce i bisogni della gente, e che sia un sindaco del fare. Le cose realizzate lo dimostrano: la messa in sicurezza delle scuole, il centro urbano, la Terrazza dei Tirreni, il lungomare, investimenti per più di 4 milioni di euro, e ora un progetto, il Piu (Piano innovativo urbano, ndr), che se verrà finanziato cambierà davvero il volto della città».

Dicono anche che ascolta troppo Facebook, che rincorra le richieste sui social.

«Social non vuol dire solo Facebook, ma anche mail , whatsapp, tutti gli strumenti di comunicazione: io li ascolto in funzione delle segnalazioni, come ascolto le persone che incontro per strada, o che mi telefonano o vengono in Comune. Se questo è un difetto...»

Un’altra critica che le rivolgono è che sia un decisionista, “un uomo solo al comando” per dirla con una frase che va di moda. Che non abbia molta considerazione del consiglio comunale.

«È vero, sono un decisionista, perché penso che la giunta debba governare. Ogni istituzione ha la sua funzione, e la giunta e il sindaco devono prendere decisioni. Ritengo che fosse necessario: come dicevo in campagna elettorale Cecina deve ripartire, ed è ripartita. Sono un sindaco del fare, e mi definisco un visionario pragmatico, nel senso che guardo a progetti a lungo termine. La collaborazione passionale che trovo nella macchina comunale, nei dipendenti che a volte lavorano anche fuori orario per portare avanti progetti come il Piu, sono la dimostrazione che ho ragione. Ho un programma elettorale da realizzare e vado avanti come un treno, dico quello che penso e faccio quello che dico».

Anche i suoi assessori le rispondono così, come i dipendenti comunali?

«Sì, stiamo lavorando bene. Poi ci sarà il momento della verifica anche per la giunta, gli assessori. Così come per i dirigenti comunali che si valutano ogni anno in merito agli obiettivi raggiunti. Un criterio che voglio introdurre anche per le posizioni organizzative».

Anche in tema di sanità si è avvicinato ai comitati civici: dopo anni di contrasti se non di scontri, lei di recente ha fatto un accordo con il comitato pro ospedale di don Reno. Ha sposato anche la richiesta di un’emodinamica, cavallo di battaglia del comitato. L’ha fatto per spiazzare il fronte dei referendari?

«Io guardo alla qualità delle persone. Col Comitato ci siamo trovati nel merito delle questioni, c’è stata una convergenza sugli obiettivi: rafforzare i servizi. Ho portato nella Conferenza provinciale dei sindaci il documento del 2013 che rilancia il progetto emodinamica per la zona sud, Cecina Piombino, perché penso sia importante per il territorio».

In reazione si parla di creare un terzo comitato.

«Mi sembra una cosa strumentale. Il progetto per l’emodinamica esisteva già al tempo di Mariotti, firmato dal dottor Testa: l’emodinamica doveva essere realizzata a Cecina. Il progetto fu accantonato con l’arrivo della Calamai alla direzione dell’Asl e l’emodinamica fu fatta a Livorno. Col risultato che la zona nord - Livorno Pisa - ne ha due vicine, mentre la zona sud è sfornita. Non si tratta di farne una nuova ma di aprire una sala di emodinamica per la zona Cecina Piombino guardando a una rete più ampia fino a Volterra, in cui utilizzare in sicurezza l’equipe mobile di Livorno. Un’ipotesi che alleggerirebbe anche il reparto livornese, ingolfato dalle urgenze».

Intanto i problemi della sanità locale restano, a partire dalle liste d’attesa. E si fa strada il privato: è il progetto lanciato dalla nuova dirigenza della Pubblica assistenza con il centro di radiodiagnostica.

«Io sono assolutamente d’accordo. Se la Pubblica assistenza offre un servizio a parità di prezzo con il pubblico ben venga. Non dobbiamo essere ipocriti, se ci sono soluzioni integrate che migliorano la qualità del servizio questo è positivo».

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