Il Tirreno

Tele settecentesche della chiesa marinese c’è l’ok al restauro

L’operazione voluta da Vania Partilora del Punto d’Incontro sarà finanziata dal Credito Cooperativo di Castagneto

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CECINA. Due tele in olio, settecentesche, autore ignoto ma di fattura e valenza artistica notevole, rivivranno all’interno della chiesa di Sant’Andrea di Marina grazie all’impegno del Punto d’Incontro di San Pietro in Palazzi ed in particolare della presidente Vania Partilora ed il contributo del Credito Cooperativo di Castagneto Carducci che finanzierà il restauro. Le due opere sono già a Pisa, per il restauro, a cura della Sovrintendenza. Entro la fine di febbraio ed i primi di marzo saranno ricollocate nella chiesa di Sant’Andrea. L’iniziativa vedrà la presenza delle autorità locali, del Punto d’Incontro, dalla banca e del vescovo di Volterra Monsignor Silvani.

La chiesa di Marina è stata costruita nel 1785 su disegno dell’ingegner Caluri, a pianta retanngolare. Due anni dopo fu realizzata la canonica. In quel periodo la chiesa fu dotata di alcune tele che riproducono i santi cari all’Ordine dei Frati Minimi (San Francesco di Paola) cui fu affidata la cura della chiesa. In particolare i due dipinti dei tre presenti, deteriorati col tempo e bisognosi di un restauro, raffigurano la vergine Maria con San Domenico ed i santi della famiglia francescana (Francesco, Chiara e Antonio da Padova) e l’altro san Giuseppe e san Pasquale Baylon con un riquadro per l’immagine di Maria. Un bassorilievo con l’immagine della Madonnina venerata dai marinesi.

L’iniziatva del finanziamento del restauro è stata presa a seguito dell'incontro al teatro Roma intitolato "arte e cultura in Banca" era prevedibilmente di notevole attualità. Promosso dal Forum di Vania Partilora e dalla Banca di credito coooperativo locale l'evento si giovava di personaggi di primo livello nel mondo delle arti figurative. Un confronto di rilievo tra Cristina Acidini, storica dell'arte e alla direzione dell'opificio delle Pietre Dure in Firenze, e Giuseppina Panza di Biumo, erede di una delle più significative collezioniste d'arte contemporanea. In sala campeggiavano le opere 'monocromatiche' di Phil Sims, provenienti per l'appunto da quella collezione, insieme a quelle dei maestri Fernando Farulli, Marco Bellagamba e Carlo Bianchi. Insomma quasi un'esposizione tra le punte più avanzate dell'arte attuale.

Della rilevanza che le istituzioni finanziarie possono assumere nel mondo della cultura avevano già parlato in apertura del dibattito il sindaco Sandra Scarpellini e il direttore della banca locale Fabrizio Mannari. Partilora sottolineava il contributo "importante e decisivo" che nella crisi e nei drammi anche recenti debbono svolgere le istituzioni pubbliche e anche quanti gestiscono le risorse private. In sala era presente anche una delegazione di studenti del liceo Fermi di Cecina. Acidini, in particolare, forniva un'esperienza di primo piano sul tema delle conservazione e valorizzazione dei beni culturali.

Tra le novità della mattina al Roma c'è stata poi la fase dello spettacolo reso in due interventi tra teatro e musica sinfonica. "Michelangelo e Vittoria", un dramma scritto e interpretato da Carlo Rotelli dell'Artimbanco, si è giovato del contributo dell'attrice Lorella Serni. Un dialogo serrato tra i due in quattro scene, intervallato dai brani poetici del Buonarroti e della Colonna, interpretati al meglio da Rotelli-Serni. Infine Beethoven nel quartetto n 15 è stato reso con efficacia da Tommaso Fracaro al violino, Alessandro Deut al violino, Alessandro Curtoni alla viola, Giulia Sanna al violoncello. (a.r. - c.r.)

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