Italia
Rivoluzione all’Assistenza «Più diagnostica e medici»
Decisioni “politiche” affidate al presidente Villani e al vice Giovannini Spunta la figura del responsabile operativo, e sette commissioni per le attività
CECINA. Due centri decisionali, uno con potere politico-amministrativo e l’altro operativo. E, collegate, una serie di commissioni di lavoro formate da più consiglieri, che si occuperanno ognuno di settori specifici.
Rivoluzione gestionale all’interno della Pubblica assistenza di Cecina, che ha appena rinnovato consiglio direttivo, collegio dei sindaci revisori e consiglio dei probiviri. Un cambio di marcia che, a detta dei nuovi consiglieri, era necessario per rispondere alle nuove necessità dell’associazione che sempre più prende la conformazione di un’azienda, dato che alle svariate attività di emergenze e assistenza si associano un numero sempre maggiore di servizi extra, dalla medicina specialistica alla diagnostica.
Dopo il caos seguito alle dimissioni del vecchio consiglio alcuni, tra cui lo stesso sindaco Lippi, avevano ipotizzato che la Pubblica assistenza potesse dotarsi di un direttore, quasi fosse una vera e propria azienda. «Abbiamo riflettuto anche su questa ipotesi - spiega Romano Giovannini - ma una figura del genere avrebbe costi non indifferenti e, arrivando dall’esterno, seppur con formazione e competenze teoriche, non avrebbe il polso della situazione. Questa soluzione ci permette invece di utilizzare le competenze dei volontari che conoscono bene il funzionamento dell’associazione». Gli fa eco anche Villani, che sottolinea di essere «soddisfatto del team venuto fuori dalle elezioni, che credo sia la vera espressione delle esigenze della Pubblica assistenza. Sono convinto che sarà portato avanti un lavoro condiviso».
A guidare la Pubblica assistenza, nelle scelte politiche, saranno il presidente Luciano Villani e il vice Romano Giovannini. Mentre il secondo centro decisionale (che avrà una sorta di supervisione sulla gestione quotidiana di servizi, dipendenti, mezzi e formazione) ha portato il consiglio a nominare responsabile operativo il consigliere Valerio Calderini. «Non ci sarà una direzione - dice Calderini - ma due: la presidenza con Villani e Giovannini e un responsabile operativo».
«Senza voler mettere in discussione - spiega Villani - ciò che ha fatto il passato consiglio, il cui operato è stato meritorio, va detto però che questa struttura ha necessità di carattere gestionale. Partendo dalla constatazione delle molteplici attività svolte, era necessario ripartire le funzioni tra i membri del consiglio per rendere tutti attivi». Da qui la decisione di creare un organigramma funzionale, formato appunto dalla testa politica (Villani e Giannini) dal responsabile operativo (Valerio Calderini) a cui fa capo uno staff di direzione operativa (Raffaele Riccucci, Serena Mulaz e Giorgio Becuzzi), e da sette diramazioni (commissioni).
Un sistema di incastri che, secondo l’intenzione dei consiglieri, permetterà di sviluppare numerose attività. «Ormai le Pubbliche assistenze - dice Villani - devono sempre più interpretare i bisogni sociali e sanitari della popolazione. L’associazione si colloca a fianco del sistema sanitario nazionale». Gli obiettivi del nuovo consiglio sono «il potenziamento dell’attività specialistica, l’ampliamento dell’offerta del centro diagnostico ed anche un allargamento dalla sede».
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