Il Tirreno

L’uomo delle api «Così ho coronato il mio antico sogno»

di Dino Dini
L’uomo delle api «Così ho coronato il mio antico sogno»

Il produttore Paolo Pescia si racconta: da bambino seguiva il padre fra le arnie, ora è a capo di un’azienda

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ROSIGNANO. Sa tutto sulla vita meravigliosa delle api, un mondo tanto misterioso quanto affascinante. Dice di aver realizzato un grande sogno che lo aveva conquistato fin da bambino. Lui è il dottor Paolo Pescia, sessant'anni, titolare della rinomata azienda che si chiama appunto Apicoltura dottor Pescia e ci tiene a precisare che ha voluto adottare questo nome non per una inutile e presuntuosa forma di esibizionismo ma perché desidera presentarsi sul mercato internazionale assumendo in prima persona tutta la responsabilità e la correttezza del suo lavoro. L'Apicoltura dottor Pescia si trova sulle colline di Rosignano Marittimo, lungo la strada di Serragrande. E' un'azienda a conduzione familiare: insieme al titolare lavorano la moglie Sonia e le figlie Sara e Ottavia, oltre ad un organico di dieci dipendenti. Il complesso edilizio s'inserisce nell'ambiente naturale della macchia mediterranea con un morbido impatto. E' costituito da reparti distinti: la sala smielatura, il laboratorio di confezionamento, il magazzino stoccaggio miele e il magazzino delle attrezzature (arnie, telaini e mielari). Comprende anche gli uffici e un punto vendita con l'esposizione di tutti i prodotti della piccola industria. L'energia elettrica di cui l'azienda ha bisogno è autogenerata da un modernissimo impianto fotovoltaico con pannelli "inseguitori" cioè che seguono il percorso solare. Anche l'acqua piovana viene riciclata ad uso dell'impresa.

"Pratichiamo il nomadismo - dice Paolo Pescia - e con due camion appositamente attrezzati trasportiamo gli alveari sulle fioriture caratteristiche della flora spontanea o coltivata tipica della Toscana: nel parco dell'Uccellina, in quello di San Rossore, nella foresta dell'Abetone, nel parco delle Colline Livornesi, nella Garfagnana e sull'Appennino Pistoiese". Questi trasferimenti devono essere fatti con molta accortezza perché trasportare su un automezzo centinaia di migliaia di api è pericoloso quasi quanto trasportare una bomba ecologica. Basta pensare cosa succederebbe in caso di incidente stradale. Le api insomma vengono trattate come le pecore condotte al pascolo. Questo sistema comporta a volte anche spiacevoli sorprese: qualche male intenzionato ha rubato arnie ed api e purtroppo spesso - come dice Paolo - si tratta di ladri apicoltori. Pescia lavora oggi con duemila arnie ciascuna popolata da quarantamila a cinquantamila api e produce normalmente cento tonnellate di miele l'anno. I suoi più grossi clienti in Italia sono i supermercati come la Coop e la Conad e all'estero esporta in America e in Cina. Nell'azienda viene prodotto preferibilmente miele monofloreale di acacia, sulla, edera, castagno, corbezzolo, tiglio, girasole, eucalipto e rovo. Qui si confezionano anche mieli con pappareale, con propoli e con pollini. Oltre al miele viene prodotto anche il famoso liquore Idromele, conosciuto sin dal tempo dei faraoni e più tardi chiamato dagli antichi greci e romani bevanda degli Dei o nettare di Bacco. Fanno parte della produzione caramelle balsamiche e cosmetici come creme per la pelle e saponi. Ciò che oggi ha realizzato Paolo è dovuto all'imprinting ricevuto da suo padre Pescino, per tanti anni capo delle guardie giurate della società Solvay, il quale nutriva questa grande passione per le api a puro titolo dilettantistico. Naturalmente il piccolo Paolo, che lo seguiva nella cura degli alveari, fu conquistato dalla stessa passione e più tardi, dopo essersi diplomato come perito industriale meccanico, si laureò a Pisa in agraria, facoltà con la quale oggi collabora strettamente e in modo continuativo. Paolo Pescia, l'uomo del miele, è orgoglioso della tracciabilità e del controllo dei suoi prodotti, si compiace di operare con le mani come un semplice operaio e si considera privilegiato di fare squadra con collaboratori qualificati e come lui appassionati del proprio lavoro. Ha partecipato all'ultimo Salone del Gusto di Torino organizzato da Slow Food, presentando nel suo stand i prodotti della sua apicoltura. Nel mese di ottobre insieme ad altri imprenditori del settore alimentare del nostro territorio ha illustrato il suo lavoro all'Expo di Milano. Fiero di poter dire che il suo miele occupa un meritato posto nel paniere dell'eccellenza alimentare Made in Tuscany.

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