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Conciliazione salta l’intesa per la Sanità sarà sciopero

CECINA. Fallita la conciliazione davanti al Prefetto di Livorno tra la direzione dell’Asl 6, la rappresentanza sindacale unitaria, le organizzazioni Fials, Cgil, Cisl, Uil e Nursind. Con il flop del...

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CECINA. Fallita la conciliazione davanti al Prefetto di Livorno tra la direzione dell’Asl 6, la rappresentanza sindacale unitaria, le organizzazioni Fials, Cgil, Cisl, Uil e Nursind. Con il flop del tentativo dell’11 dicembre per le organizzazioni sindacali è inevitabile lo sciopero generale del comparto Sanità, di cui restano da definire le modalità e la data tenendo di conto delle disposizioni di autoregolamentazione per i periodi festivi.

«Le ragioni poste alla base dello stato di agitazione sono il piano assunzioni e la definizione dei fondi contrattuali», affermano i sindacati. «Sul piano assunzioni straordinario la direzione aziendale non ha presentato nessuna proposta, ciò è grave e dimostra ancora una volta l’indisponibilità a risolvere evidenti situazioni di criticità lavorative che limitano i diritti dei lavoratori e si ripercuoto negativamente sull’erogazione dei livelli di assistenza e sui servizi fondamentali per i cittadini». Nel dettaglio, «l’Asl 6 continua nella sua volontà, perseguita negli anni di ridurre i servizi, aumentare le liste di attesa, mantenere nel caos i pronto soccorso, privare le medicine degli organici necessari e questo in violazione di accordi e impegni sottoscritti con il sindacato – sostiene la Rsu –. Il sindacato non può accettare che Livorno e la sua provincia continuino ad avere il rapporto tra popolazione e numero di posti letto e di dipendenti più basso di tutta l’Area vasta Nord Ovest. La direzione aziendale aveva l’opportunità in prefettura di concordare con il sindacato il fabbisogno di personale e quindi di correggere la dotazione organica decisa in modo unilaterale e ridotta ulteriormente con la dichiarazione di esubero per circa un centinaio di dipendenti e con il licenziamento di numerosi precari».

In tema di fondi contrattuali e incrementi stipendiali, con l’erogazione delle fasce economiche: «l’azienda si è dimostrata indisponibile a correggere il calcolo dei fondi contrattuali reintegrandoli, per come dispone la normativa in materia, di ulteriori importi economici in analogia anche con le modalità adottate da altre Asl. Vengono quindi a mancare risorse determinanti per erogare in numero consistente la fascia economica al personale il cui stipendio è fermo da anni mentre l’impegno lavorativo richiesto si è moltiplicato. Si tratta di aumenti che, pur in assenza del rinnovo del contratto nazionale, sono disponibili in quanto la legge di stabilità 2014 ha reso spendibili cifre che si trovavano “congelate” nei fondi contrattuali. L’Asl 6 si è opposta preferendo lo scontro, negando vantaggi economici e diritti ai propri dipendenti».

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