Il Tirreno

I migranti volontari potano rami e puliscono i parchi

di Alessandra Bernardeschi
I migranti volontari potano rami e puliscono i parchi

Piano di Comune, Prefettura e Arci: alcuni ragazzi ospiti al Saint Vincent fanno manutenzione nelle pinete

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CASTIGLIONCELLO. Non è cosa di tutti i giorni vedere un gruppo di migranti che puliscono gratuitamente parchi e aree a verde, fianco a fianco con i residenti.

È ciò che sta accadendo a Castiglioncello, frazione glamour della costa Etrusca, che grazie al contributo dell’Assemblea di frazione, dell’Arci, del Comune, della Prefettura e della Rea, grazie ad un protocollo di intesa tra Prefettura e Regione, ha messo in piedi un progetto di integrazione.

Due appuntamenti a settimana, il martedì e il sabato poi, indossati guanti e scarponi, prese le attrezzature, il gruppo si muove a seconda delle varie esigenze. L’iniziativa ha preso ufficialmente il via a novembre: «I primi interventi – ha spiegato Francesco Gentilini presidente dell’Assemblea di frazione di Castiglioncello - sono stati eseguiti nel parco del castello Pasquini. Abbiamo pulito varie zone del parco, fatti interventi di giardinaggio, ripulito dalle foglie le fognature dell’acqua piovana, tagliati i rami di un pino che aveva subito danni provocati dal maltempo. I ragazzi sono molto gentili – commenta Gentilini - e si danno veramente da fare».

Il gruppo, solitamente, è composto da dieci, undici migranti. Tutti ospiti, da un anno o più, presso l’hotel Saint Vincent di Castiglioncello. Tutti volontari che si sono messi a disposizione gratuitamente «per ringraziare la comunità che li ha accolti – spiega Claudia Franconi dell’Arci – ma queste attività servono al gruppo anche come formazione lavorativa. Infatti, prima di iniziare, i ragazzi hanno seguito un corso di formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sono stati dotati di tutti gli indumenti necessari».

Molti di loro tra l’altro vanno a scuola, frequentano la terza media alle scuole Giovanni Fattori di Rosignano, e stanno iniziando a parlare italiano. «Si tratta di migranti che arrivano da Paesi in guerra o dove sono in corso conflitti etnici – continua la responsabile dell’Arci - sono qui da un anno, qualcuno anche di più, e sono richiedenti asilo». Il sogno, per molti di loro, è quello di trovare un lavoro ed avere una vita regolare. Anche per questo «è importante questo progetto. Una volta terminato – dice Franconi – potranno scrivere questa esperienza sul proprio curriculum».

Anche ieri mattina il gruppo stava eseguendo lavori di giardinaggio. Al loro fianco, la mediatrice dell’Arci Ilham Karoui, che li segue passo passo, e tre residenti: Francesco Gentilini, Rita Gori e Monica Bientinesi. I “ragazzi”, come vengono ormai chiamati i migranti che partecipano al progetto, sono chini: tagliano rametti, puliscono il terreno, ammucchiano le ramaglie. Ad avvicinarsi per prima la mediatrice culturale. Loro, sorridono, ma preferiscono non parlare. Alla fine del lavoro, se ne vanno, accompagnati dai cittadini che ieri hanno messo a disposizione della comunità e del progetto un po’ del loro tempo libero.

L’appuntamento è in centro, «per fare una piccola colazione» dice Gentilini sorridendo. I primi profughi, 26 in tutto, sono giunti a Castiglioncello nel maggio del 2014 attraverso l’operazione Mare Nostrum.

L’accoglienza, per qualcuno, non fu facile in una frazione che vive soprattutto grazie alla sua immagine turistica. Poi, quei ragazzi per lo più diciottenni, svegliarono le coscienze intorpidite. Da lì, una gara di solidarietà tra la Parrocchia, associazioni del paese e cittadini. Tutti insieme per aiutare quei “ragazzi” arrivati da lontano, tanto da portare la stessa Franconi a dire che la comunità di Castiglioncello ha dimostrato coraggio e senso di accoglienza.

Insomma, un caso da portare come esempio. Dal 2014 ad oggi, Castiglioncello ha ospitato, in totale, circa 120 migranti. «Attualmente – conclude Franconi – l’hotel Saint Vincent ne sta ancora ospitando una quarantina».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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