Il Tirreno

Caso Etruria, il sindaco a sostegno del comitato

A Cecina sono una sessantina i risparmiatori della banca beffati «Abbiamo chiesto alla deputato Rocchi di fare pressioni sul Governo»

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CECINA. Prodotti inadeguati. Venduti per lo più a persone inconsapevoli. A cecina le persone finite nel vortice del salvataggio della Banca Etruria sono una sessantina. E ad oggi di certezze oltre ad aver perso i propri risparmi non ne hanno. Chi aveva azioni ed obbligazioni subordinate si trova con un pugno di mosche in mano. E tanta rabbia in corpo. All’orizzonte spunta un fondo di solidarietà, ma anche un arbitrato per aiutare gli obbligazionisti che hanno perso i loro risparmi dopo il salvataggio delel quattro banche del centro Italia. Ed è a questo che si aggancia l’amministrazione comunale di Cecina.

«A questi risparmiatori e ai lavoratori - dice il sindaco di Cecina Samuele Lippi, anche a nome della giunta comunale - vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà e vicinanza. A tale proposito siamo in contatto con i rappresentanti del loro Comitato e grazie anche all’azione del deputato Maria Grazia Rocchi, stiamo sollecitando il Governo a trovare soluzioni a tutela dei piccoli risparmiatori, e ci auguriamo giustizia nei confronti dei responsabili di questa vicenda». Che aggiunge: «A tal fine invitiamo i cittadini a fare attenzione e a valutare attentamente i prodotti e le proposte finanziarie che vengono loro fatte e a privilegiare investimenti che hanno ricadute sull’economia locale. Stiamo valutando, tra l’altro, la possibilità di promuovere incontri pubblici volti all’informazione e alla conoscenza delle varie forme di investimento del risparmio, chiamando in causa professionisti ed esperti del settore». Tre miliardi del governo per salvare quattro banche commissariate, tra cui Banca dell’Etruria che a Cecina ha una filiale. Denominazione peraltro non più corretta perché col decreto legge del 22 novembre, è nata la “good bank” denominata Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio Spa. Le perdite? Scaricate nella “bad bank” e sulle spalle di una parte dei correntisti. Operazione consentita: la direttiva europea permette il salvataggio degli istituti di credito coprendo il rosso con i capitali degli azioni e degli obbligazionisti. Direttiva recepita da Bankitalia ed utilizzata dal governo. La difficile situazione ha spinto alcuni risparmiatori danneggiati a ritrovarsi per non procedere isolatamente ma d’intesa, organizzando un’azione comune con l’associazioni Confconsumatori che segue il caso. Informazioni al numero 3387913938.

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