La protesta
Spiaggia, concessioni alle strutture ricettive lo stop dei balneari
San Vincenzo, il dibattito parte da una mozione in consiglio Fiba e Sib: «Vanno ridimensionate al reale numero di ospiti»
SAN VINCENZO. C’è un piano spiaggia. E ci sono le concessioni. Quelle degli stabilimenti balneari e le altre, rilasciate alle strutture ricettive non fronte mare, anche a multiproprietà o gruppi di appartamenti. «Come previsto all’epoca dell’approvazione del piano il rilascio di queste nuove concessioni ha creato una situazione unica in Italia, che genera disservizi e malcontenti tra gli stabilimenti e le strutture escluse». Così FiBa Confesercenti e la Sib Confcommercio. Che aggiungono: «Il nuovo piano spiaggia deve andare nella direzione opposta all’odierna».
Una presa di posizione in scia alla mozione presentata in consiglio comunale da Assemblea sanvincenzina (As) sul piano di utilizzo delle spiagge. «Apprendiamo con stupore e disappunto della mozione di As – dicono in una nota congiunta Fiba e Sib – relativa al piano di utilizzo delle spiagge. L’idea di As sarebbe di assegnare ampliamenti contigui alle concessioni degli stabilimenti balneari o di ricavarne specifici perimetri internamente, vincolando il tutto a convenzioni con le strutture richiedenti. Siamo fermamente contrari nel merito a questa soluzione. Riteniamo che crei solo problemi a livello giuridico e che sia inopportuna perché nata senza confronto coi titolari delle concessioni».
A San Vincenzo, su un litorale di quasi 12 chilometri, ci sono quasi 3 km di spiagge in concessione e 0,8 km di area portuale. Di questi 3 km: 1,6 sono concessi a 21 tra alberghi e strutture private e 1,4 a 13 stabilimenti balneari di cui due anche alberghi. Questa la fotografia dello stato dell’arte di Fiba e Sib. «Più della metà delle spiagge in concessione sono “private”, ovvero riservate ai clienti delle strutture, le quali sono il 30% della ricettività del paese, a fronte di un 70% fatto di seconde case e strutture senza concessione che hanno “bisogno” degli stabilimenti aperti al pubblico come spiagge asservite disponibili per i turisti – affermano –. Questa mancanza di spiaggia riservata agli stabilimenti, oltre a non soddisfare nei fine settimana e nel pieno della stagione le richieste di turisti che chiedono i servizi che solo uno stabilimento può offrire, ha creato situazioni di concorrenza sleale».
I rappresentanti Fiba e Sib entrano nel merito. «Nelle stagioni passate, ci sono pervenute segnalazioni di concessioni di alberghi che noleggiano ombrelloni a clienti che non soggiornano nella struttura ricettiva titolare della concessione. Un altro problema sono le strutture autorizzate al noleggio che, invece, diventano spiagge attrezzate montate la mattina e smontate la sera. Il piano spiaggia attuale non prevede per le concessioni delle strutture “private” nemmeno i requisiti ormai obbligatori (wc, infermeria, accesso disabili) che invece hanno gli stabilimenti. Chiediamo che nel nuovo piano le concessioni delle strutture ricettive vengano ridimensionate per soddisfare l’effettivo numero di ospiti della struttura e che vengano dotate dei servizi minimi necessari alla qualificazione turistica. Ci auguriamo che l’amministrazione risolva le criticità e i problemi emersi in questi anni, auspicando di essere convocati al più presto ad un tavolo di confronto».
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