Il Tirreno

Rimosse 20 bici in divieto di sosta

Rimosse 20 bici in divieto di sosta

Scatta il pugno duro del Comune in scia all’ordinanza del 26 novembre

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. L’operazione contro la sosta selvaggia e il degrado scatta di primo mattino. Sono 20 le bici, alcune poco più di un rottame, che dalle strade sono finite in deposito gratuito ai magazzini comunali di via Volta. Il primo intervento in scia all’ordinanza 40 del 26 novembre interessa piazza della Libertà e viale Marconi. In campo la polizia municipale e una squadra di operai del Comune, sul posto con attrezzi e camion per il trasporto delle due ruote.

Chi è rimasto appiedato potrà reclamare la sua bicicletta entro trenta giorni. Poi verranno rottamate. Ma per riaverla dovrà dimostrare la proprietà della bici con la chiave del lucchetto o la combinazione per l’apertura della chiusura, salvo pagare per la rimozione e la sosta in divieto. Una prima “retata” che fa il paio con l’installazione di tre nuove rastrelliere. Sostituite le due di piazza della Libertà e installata una ex novo in via Risorgimento.

L’ordinanza dà alla polizia municipale un nuovo strumento. Definisce in stato di abbandono le bici e i motorini che “non siano più idonei alla circolazione in quanto privi di parti essenziali per l’uso o la conservazione”. E scatta la rimozione, anche se si trovano negli spazi deputati alla sosta. Mentre istituisce il divieto di sosta per quelle depositate al di fuori delle rastrelliere, fissate agli arredi pubblici o ai monumenti “in modo da ostruire i passaggi pedonali o ciclabili o ostacolare la naturale fruizione dei marciapiedi da parte dei pedoni diminuendone così la sicurezza”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato