Sicurezza
Anarchia delle due ruote, l’ordinanza è inascoltata
Cecina, Il sindaco Lippi dal 26 novembre ha stabilito il divieto di sosta con rimozione forzata. A dieci giorni dall’entrata in vigore del provvedimento niente è cambiato nel centro della città
CECINA. Attaccate ai pali, alle rastrelliere, alle recinzioni. Alcune rovinate, saccheggiate. Fino a ridurle a carcasse. Scheletri di biciclette che fanno il paio con le tante assicurate, con tanto di solida catena, dove non si potrebbe. Sono un centinaio quelle fuori posto. A dieci giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza che ha dichiarato guerra agli indisciplinati delle due ruote niente è cambiato a Cecina. Una stima su tutto il territorio comunale è quasi impossibile. Per il polso della situazione. E dell’effettivo contrasto a ciò che è stato bollato come degrado è sufficiente gettare uno sguardo nel cuore della città. Tra le piazze della Libertà, della Stazione, Gramsci e XX Settembre.
«Qui non si può mettere la bicicletta?». Alla vista della macchina fotografica si allarma. L’uomo l’ha appena assicurata a un platano di viale Marconi, a due passi dall’affaccio su piazza della Libertà. «Non so niente dell’ordinanza», ammette. Chiede l’anonimato, ma non si fa scappare l’occasione e va al cuore del problema. «Questa è la terza bicicletta elettrica nel giro di tre anni che compro. Se non la assicuro almeno ad un palo mi rubano anche questa. La mia, oltretutto, ha le ruote che non entrano nella rastrelliera». Quello degli spazi attrezzati alla sosta è un problema irrisolto. Soprattutto a fronte di un’ordinanza che fissa il divieto con tanto di rimozione.
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La misura della scarsità di rastrelliere si coglie in piazza della Stazione. Quelle presenti in buona parte sono occupate da carcasse che col tempo sembrano essersi fuse col paesaggio urbano. Rottami che rischiano di diventare un richiamo per altri abbandoni. Fino a creare quella piccola discarica che in parte ha già preso forma. Alla stazione ferroviaria i pendolari arrivano in bici per partire in tutta fretta col treno. Non hanno tempo da perdere. Tanto che le biciclette si trovano assicurate a tutti i pali e alle recinzioni disponibili. Ed esauriti gli spazi nella piazza l’onda si sfoga in quella attigua, su piazza Gramsci.
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Dietro la difficoltà nella rimozione delle biciclette c’è una questione giuridica di non agevole soluzione: come si definisce, con criteri certi, lo stato di abbandono? Alla fine il criterio fissato dall’ordinanza 40 del 26 novembre è che “non siano più idonei alla circolazione in quanto privi di parti essenziali per l’uso o la conservazione”. Insomma, se la bici o il ciclomotore sono inutilizzabili vengono equiparati a un rottame. E scatta la rimozione, anche se si trovano negli spazi deputati alla sosta.
Più articolata è la casistica delle due ruote in divieto di sosta. Quelle depositate al di fuori delle rastrelliere, fissate agli arredi pubblici o ai monumenti “in modo da ostruire i passaggi pedonali o ciclabili o ostacolare la naturale fruizione dei marciapiedi da parte dei pedoni diminuendone così la sicurezza”. E si sottolinea che la sosta indisciplinata “rende difficoltoso anche lo spazzamento delle strade e dei marciapiedi, favorendo l’accumulo di rifiuti e innescando fenomeni di degrado del decoro urbano”.
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Le biciclette in divieto di sosta dovrebbero essere rimosse e portate in deposito gratuito ai magazzini comunali di via Volta, dove saranno custodite per trenta giorni. Poi se il proprietario non reclama la restituzione verranno rottamate. Per riaverla, invece, si dovrà dimostrare la proprietà della bicicon la chiave del lucchetto o la combinazione per l’apertura della chiusura, salvo pagare per la rimozione e la sosta in divieto.
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Ce ne sono di tutti i tipi nelle quattro piazze nel cuore di Cecina. Bici da corsa, da passeggio, mountain bike. Contorte, senza sella, senza ruote. E c’è più di un cimitero di carcasse. In piazza della Libertà, alle transenne fisse a lato della pensilina dei bus, e addirittura alle rastrelliere a ridosso degli uffici comunali. Qui è una costante anche la sosta al palo del cartello stradale che indica gli stalli riservati alle auto di servizio del Comune.
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