Il Tirreno

1280 firme in Comune per salvare il Papacqua

di Elisa Pastore
1280 firme in Comune per salvare il Papacqua

Lo storico locale di Castellina (nato nel 1925) rischia di chiudere Il popolo del web si mobilita. E tutti i giovedì si racconta la storia dell’attività

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CASTELLINA MARITTIMA. 1280 firme raccolte per salvare lo storico locale alle porte di Castellina Marittima. In difesa del valore del Papacqua, luogo di ritrovo e di incontro a cui la comunità non vuole dire addio.

Si sono mobilitati sia tramite il web che in forma cartacea ed in meno di un mese hanno raccolto le firme che la scorsa settimana hanno consegnato e protocollato in Comune. Chiedono che ne venga discusso durante il prossimo consiglio comunale. Invitano, di fatto, il sindaco, gli assessori ed i consiglieri «a deliberare sul valore insostituibile di uno storico locale culturale e sociale del quale Castellina non deve privarsi».

Semplicemente che il Papacqua continui a vivere così come ha vissuto per 90 anni. Da quando ha aperto nel 1925 come alimentari per poi trasformarsi in paninoteca ed infine nel ristorante gestito ormai da 12 anni da Dario Mannari. Un locale diventato un simbolo per il territorio, con frequentatori anche da fuori provincia, che organizza spesso iniziative musicali, artistiche e culturali. Gli stessi frequentatori che, non appena hanno appreso la notizia che dal prossimo marzo, una volta scaduto il contratto di affitto, la proprietà chiede di riprendere gli spazi, si sono da subito mobilitati.

Sul web, aprendo un gruppo Fb “Papacqua vive, viva Papacqua” per condividere pubblicamente ricordi ed emozioni vissuti nel ristorante alle porte di Castellina e dando vita ad una petizione sul portale Change.org che ha raccolto più di 500 firme. Ma si sono mobilitati anche di persona. Abbracciandosi attorno all'attuale gestione, portando a conoscenza del problema amici e parenti nei territori limitrofi, a Rosignano e a Cecina in particolare. Invitandoli a firmare la petizione. Ancora, ogni giovedì sera hanno dato vita a “Raccontiamoci il Papacqua”. Non soltanto da dietro allo schermo di un pc. Hanno deciso di trovarsi di persona, per condividere assieme ai piatti della tradizione toscana e ad un buon bicchiere di vino le avventure e gli aneddoti che custodiscono del locale. Accompagnati da canzoni popolari di Alessandro Giobbi, ogni settimana discutono sul da farsi.

«Le persone che vogliono – ha sottolineato Dario Mannari – raccontano la storia che hanno avuto con il Papacqua. Si tratta di un momento di discussione durante il quale pensiamo anche ad eventuali cortei o concerti. Uno dei quali vorremmo organizzarlo il prossimo 4 gennaio al teatro Niccolini di Castellina».

Non si arrendono insomma alla volontà della proprietà che reclama i propri spazi. Se in meno di un mese hanno raccolto 1280 firme, sono pronti a combattere fino all'ultimo giorno.

A dimostrare che «il luogo rappresenta un pezzo di storia del comune di Castellina e dei comuni limitrofi, che è un punto focale dove si sono incontrate e continuano a incontrarsi generazioni. Un punto al quale la comunità non può rinunciare e che, eliminato, toglierebbe l’unico servizio pubblico presente nella periferia di Castellina». Un locale che vuole ancora scrivere le pagine del suo futuro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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