Il Tirreno

Trattativa Comune-Solvay «Okay vicino per il teatro»

Trattativa Comune-Solvay «Okay vicino per il teatro»

Franchi conferma: da definire solo le modalità per la cessione dell’immobile L’obiettivo è tenerlo aperto tutto l’anno ed allargare le attività culturali

3 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Il teatro Solvay rientra a pieno titolo nel progetto di innovazione urbana che il Comune di Rosignano si appresta a licenziare verso Firenze. Solo che il teatro è di proprietà della società chimica che, in un primo momento, lo aveva messo in vendita non ritenendolo parte del core-business. L’amministrazione comunale si è fatta avanti con la multinazionale. Il sindaco Franchi, in particolare, ha chiesto ufficialmente di far entrare nella disponibilità pubblica il teatro in modo da garantirne un utilizzo tutto l’anno. La notizia di oggi la fornisce proprio Franchi. Ed è un lampo nel buio, visto gli anni di stallo nella trattativa. «Abbiamo aperto un tavolo con Solvay - dice il sindaco - il nostro obiettivo è quello di ridare nuova vita al teatro che oggi è utilizzato al minimo, dalle associazioni che ne fanno parte e dalle scuole, ma può garantire un’attività maggiore. Noi vogliamo tenerlo attivo tutto l’anno. Da Solvay abbiamo colto disponibilità Con la direzione siamo vicini a concludere un accordo, si tratta di definire solo alcune questioni relative alla modalità di cessione». Insomma, comodato o altre forme giuridiche sono allo studio, ma la disponibilità di Solvay a concedere al comune l’immobile a questo punto pare assodata.

Ad inaugurare, nel 1928, il teatro realizzato dalla società chimica fu una «applauditissima Traviata»: era il 12 maggio. La platea conteneva 432 posti. Al piano terra si trovava un grande bar ristorante per operai comunicante con un'ampia terrazza esterna, la biblioteca, la sala musica e quella del comitato del calcio. Al teatro, nel corpo ortogonale, si accedeva tramite un corridoio ai cui lati era posti il buffet e il guardaroba. Il palcoscenico comunicava con la platea attraverso due rampe di scale laterali. Al primo piano si trovavano il bar ristorante per impiegati con sala biliardi, la biblioteca con sala di lettura, altre salette e la cabina di proiezione. Il teatro si completava con la galleria da altri 200 posti. La gestione del teatro viene affidata ad un dipendente che sin da giovanissimo si era cimentato con l'arte della recitazione, Dino Lessi. Diventerà l'anima del Solvay, il padre della patria degli spettacoli portati a Rosignano. Nel biennio 1935-36 le tragedie, le commedie, le operette messe in scena al Solvay ebbero un tal successo che più volte fu negato l'ingresso a molte persone. Tanti gli artisti che hanno fatto grande la storia del Teatro Solvay: Vittorio De Sica, Wanda Osiris, Carlo Dapporto, Paola Borboni, Renato Rascel, Vittorio Gasmann, Salvo Randone, Alberto Lionello, Gino Cervi, Anna Proclemer, Giorgio Albertazzi per arrivare a Carmelo Bene e Leo De Berardinis e ne dimentichiamo certamenti tanti altri, non meno importanti. Oggi, ristrutturato, il teatro Solvay ha una nuova sala da 480 posti ed una galleria da 120. Ed ospita associazioni culturali, ricreative e sportive. La più importante è l’Università Popolare.

Nel 2009 la società Solvay, su imput di Bruxelles, decise di mettere in vendita teatro e circolo ricreativo. Nacque un comitato civico per la difesa del teatro. Oggi la multinazionale siede ad un tavolo col Comune. E, pare, l’accordo per il passaggio di mano è vicinissimo.

Andrea Rocchi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa