Sicurezza
Abbraccio simbolico «Salviamo l’ospedale»
I referendari invitano i sindaci per l’iniziativa del 12 Intanto va avanti la costituzione di un nuovo comitato
CECINA. I referendari del comitato per la Sanità Pubblica bassa Val di Cecina invitano i sindaci alla manifestazione in programma per il 12 dicembre “Abbracciamo l'ospedale!" «Questa iniziativa - scrivono dal comitato - nasce dalle preoccupazioni raccolte dai cittadini della Val di Cecina che temono che la legge di riordino del sistema sanitario regionale vada ad intaccare la funzionalità del nostro ospedale che in questi ultimi anni è già stato privato del servizio di urologia e del laboratorio di analisi, oltre ad essere interessato da un'evidente carenza di personale principalmente in periodo estivo, ma non solo, considerate le liste di attesa che in alcuni casi superano di gran lunga il limite previsto e i disservizi che si verificano al Cup e al pronto soccorso, spesso riportati anche sulla stampa locale». E ancora: «Con questo abbraccio simbolico vogliamo lanciare il messaggio che è fondamentale salvaguardare il servizio sanitario pubblico e garantire l'universalità del diritto alla salute». Da qui l’appello ai sindaci: «Certi che come primi cittadini, responsabili della salute pubblica, condividiate la necessità del mantenimento, ma soprattutto del miglioramento dei servizi sanitari offerti dal presidio di Cecina, vi invitiamo ad accogliere questo appello e a partecipare con la fascia tricolore per sottolineare il vostro impegno per la difesa e il miglioramento della sanità pubblica».
Il nuovo comitato. Intanto muove i primi passi il costituendo nuovo comitato a difesa dell’ospedale di Cecina promosso dal giornalista Antonio Valentini. Arrivano adesioni da Rosignano, Cecina, Castagneto. Adesioni trasversali. Alcuni renziani rosignanesi come Paolo Rotelli, Daiana Sammuri, membri di Sel come Renzo Cioni e Mario Baldeschi. C’è l’ex sindaco di Montescudaio Aurelio Pellegrini e cittadini comuni. In un post su Fb Valentini precisa meglio il senso del comitato: «non è un'iniziativa in contrapposizione aprioristica al sindaco di Cecina, Samuele Lippi. Ritengo anzi che l'asse con il comitato di don Reno Pisaneschi sia stata un'idea intelligente di Lippi: ciascun sindaco ha il dovere di dialogare con gli oppositori e dal suo punto di vista, il ragionamento non fa una grinza. I risultati, in termini tattici, a quel che si vede sono stati buoni. Analogo giudizio non può esser dato sul piano dei contenuti: il documento di partenza approvato nel 2013 dal consiglio comunale di Cecina presuppone la difesa trincerata dell'ospedale. La realizzazione dell'ospedale unico con Piombino, di fatto, lo supera e lo rende inattuale. E dunque è l'aspetto strategico, di programmazione a fare difetto». Poi dice: «a preoccupare ancor di più è la prospettiva: se a Riotorto faranno un ospedale nuovo di zecca, è ovvio che Cecina si ridurrebbe ai minimi termini, ponendo la parola fine ad anni di lotta del Comitato di don Reno. Si tratta allora di partire da qui, da un barlume di programmazione: cosa sarà dell'ospedale di Cecina e dei servizi sanitari nel resto del territorio nei prossimi 5-10 anni?»(a.r.)
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