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LA PROTESTA

La nuova pavimentazione in centro danneggia i disabili

La nuova pavimentazione in centro danneggia i disabili

CECINA. Oggi, giovedì 3 dicembre, il mondo celebra la “Giornata internazionale delle persone con disabilità”, istituita dall’Onu nel 1981. “Purtroppo – dice Vincenza Zagaria, presidente dell’associazi...

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CECINA. Oggi, giovedì 3 dicembre, il mondo celebra la “Giornata internazionale delle persone con disabilità”, istituita dall’Onu nel 1981. “Purtroppo – dice Vincenza Zagaria, presidente dell’associazione Vita indipendente Bassa val di Cecina – in città non è stato organizzato niente e, come se non bastasse, la nuova pavimentazione della zona pedonale non è idonea per i diversamente abili”. In passato, l’idea di festeggiare è stata proposta al sindaco Samuele Lippi, senza però ottenere risposta. Con conseguente rammarico e dispiacere da parte dei disabili, costretti a misurarsi con una società in cui, spesso, l’apparenza trionfa dietro alla curva della nostra ignoranza.

“E pensare – prosegue Vincenza – che le Nazioni unite puntano sull’accessibilità fisica e soprattutto culturale”. Ossia la voglia di comprendere e di aiutare in modo concreto chi ha bisogno. “Ci dispiace – continua la presidente dell’associazione – che a Cecina e nei territori vicini nessuno abbia organizzato niente: siamo soli e ignorati. Ma andiamo avanti, sostenendo le nostre idee per conquistare opportunità sociali e culturali. Come se non bastasse, in corso Matteotti i nuovi sampietrini posti in questi giorni non sono idonei. Anzi, sono pericolosi per chi si sposta in sedia a rotelle. Abbiamo chiesto spiegazioni al sindaco: la risposta è stata che per noi ci sono marciapiedi e attraversamenti. Una barriera culturale terribile, e la responsabilità è dei tecnici comunali”.

Eppure, dicono i presenti alla conferenza stampa, le leggi esistono, basterebbe rispettarle. Per questo, a breve, cercheranno avvocati che, senza spese, ne sosterranno le iniziative legali per “ottenere il rispetto dell’uguaglianza, sempre disattesa”. Oggi, intanto, cosa proporrà il sodalizio per celebrare la ricorrenza nata 35 anni fa? “Purtroppo niente, perché i tempi sono stretti. Abbiamo però qualche idea per l’immediato futuro. Così non è giusto andare avanti, non è più accettabile. Inoltre, abbiamo chiesto alla Società della Salute di sapere con esattezza quanti siamo. Al momento, non siamo riusciti ad avere nemmeno un dato. Non è giusto”.

Michele Falorni

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