Il Tirreno

Il Pd ritrova l’unità sul nome di Zucchelli ma restano i contrasti

di Andrea Rocchi
Il Pd ritrova l’unità sul nome di Zucchelli ma restano i contrasti

Anche i renziani votano il presidente scelto all’unanimità Ma avvertono: «Nessuno ci ha interpellati». Bartalesi: «Più forti»

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ROSIGNANO. Alla fine la quadra, almeno sul nome del presidente, si è trovata in casa Pd. L'assemblea di martedì ha infatti scelto all'unanimità Doriano Zucchelli, il nome trapelato negli ultimi giorni, e sui cui le varie anime del Partito Democratico rosignanese hanno fatto convergere i propri voti. Non era così scontato un risultato all'unanimità, viste le premesse. Visto il logorìo polemico che aveva accompagnato questo appuntamento. Dapprima con l'uscita di scena del presidente dell'assemblea Enrico Ferri e di due membri della segreteria, di area renziana (Marini e Baggiani). Poi coi renziani che si riuniscono a parte, facendo imbestialire il segretario Bartalesi. Alla fine - diranno un po' tutti - ha prevalso il "senso di responsabilità" di un'assemblea unanime sul nome di Zucchelli ma ancora divisa sui contenuti: metodo e programma. Il più soddisfatto, alla fine, è il segretario. Francesco Bartalesi invia uno stringato documento. Eccolo: martedì 1 dicembre alle ore 21,30 si é riunita l 'assemblea dell'Unione

Comunale PD di Rosignano. All'ordine del giorno vi era la discussione sulla nomina del nuovo presidente dell'assemblea dopo le dimissioni di Enrico Ferri . L'assemblea si è svolta in un clima di serenità, ed alta é stata la partecipazione (oltre 50

persone presenti in sala); i lavori sono terminati alle 23:30 circa, con l'elezione ad

unanimità dei votanti di Doriano Zucchelli alla carica di presidente.

A margine della nota, Bartalesi dice: "Sono soddisfatto dell'esito dell'assemblea e del fatto che si sia trovata l'unità sul nome che avevo proposto". "Ora il partito esce più forte di prima".

Ma dall'ala renziana arrivano dei distinguo. Se ne fa interprete Giuseppe Stabile, il cui nome tra l'altro era circolato come papabile per la presidenza. "Il contendere di questi giorni - spiega Stabile - non era legato agli incarichi o alla presidenza dell'assemblea. Lo dimostra il fatto che alla fine all'unanimità è stato scelto Doriano Zucchelli al quale, peraltro, sono legato da un rapporto di amicizia e stima. Ma piuttosto abbiamo espresso un giudizio critico sulla capacità organizzativa del partito". Stabile ha ripreso Bartalesi sul metodo. "Il segretario ha detto che il nome di Zucchelli è il frutto di un suo sondaggio all'interno dell'assemblea. Bene, noi non siamo stati interpellati".

I renziani rimproverano alla segreteria di scarsa reazione alla recente diaspora con perdita di alcuni "pezzi". "Se qualcuno si allontana dal partito questo fatto ci deve preoccupare, non si può far finta di niente".

E sul programma, Stabile rimprovera al segretario una non chiara visione progettuale in vista delle elezioni del 2019. "Bisogna pensare agli interlocutori alla nostra sinistra, non festeggiare perché se ne sono andati. Con chi facciamo poi l'alleanza. Da soli rischiamo di perdere".

Bartalesi, dal canto suo, si sente tranquillo. Scarsa trasparenza? "Ma se sono stato io ad allargare il confronto sui temi amministrativi. Penso alla costituzione dei gruppi di lavoro come quello sul piano operativo".

Ma il segretario frena. "Non è il momento però di fare nuove polemiche". E il presidente appena nominato Zucchelli: "Il fatto che si sia raggiunta l'unanimità è un segno di grande maturità e serietà del partito. Ora convocherò l'assemblea e torneremo a lavorare".

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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