Il Tirreno

L’incontro

Asl e sindacati, alta tensione

Il Fials: «Nessun accordo su soldi e assunzioni, resta l’agitazione»

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CECINA. Muro contro muro tra azienda Usl 6 e sindacti su fondi contrattuali e corresponsione fasce economiche. In una nota circa le procedure di raffreddamento davanti al prefetto il Fials evidenzia “ la scarsa chiarezza con cui l'azienda ha calcolato l'ammontare dei soldi destinati ai lavoratori”. «Le cifre fornite dalla Asl6 non tornano, i nostri calcoli, effettuati sulla base della normativa, dimostrano l'esistenza di risorse economiche superiori che permetterebbero di dare una giusta ed equa risposta ai lavoratori del comparto il cui stipendio è fermo dal 2009. Si tratta di aumenti che, pur in assenza del rinnovo del contratto nazionale, sono disponibili in quanto la Legge di Stabilità 2014 ha reso spendibili cifre che si trovavano "congelate" nei fondi contrattuali». E ancora: «L'Asl 6 si è opposta preferendo lo scontro, negando vantaggi economici e diritti ai propri dipendenti contrariamente ad altre aziende che hanno utilizzato modalità di conteggio più favorevoli come ad esempio la Asl1 di Massa». Guerra anche sul piano assunzioni: «Il confronto è stato impossibile, l'azienda non ha voluto affrontare in modo organico il problema della carenza di personale, neppure ha presento una proposta concreta. Nella Asl6 il rapporto tra popolazione e personale sanitario (infermieri, operatori socio sanitari, tecnici sanitari) è il più basso di tutta l'Area Vasta, per fare un esempio l'Asl6 ha 1 infermiere ogni 202 abitanti mentre la Asl 1 di Massa ha 1 infermiere ogni 169 abitanti. Siamo ancora una volta a registrare una gestione fallimentare di questa direzione aziendale, a pagarne le conseguenze sono i cittadini e i lavoratori». (a.r.)

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