Il dolore
«Io, escluso dai candidati denuncio la commissione»
Elezioni alla Pubblica Assistenza: bufera dopo il voto, l’accusa di Andrea Santini «Ridicola la motivazione dell’incompatibilità, devono decidere i probiviri»
CECINA. Il clima, in piazza Alessandrini, è ancora elettrico. Segno che i veleni di settembre, con le dimissioni in blocco di sette consiglieri tra cui il presidente della Pubblica Assistenza cecinese Giovannini, non sono ancora evaporati. Lo conferma da un lato l'incertezza sugli eletti dopo il voto, con la commissione che si è presa fino a venerdì per definire composizione di consiglio e collegio di probiviri. Dall'altro un nuovo caso che esplode a pochi giorni dalla consultazione e che trapela solo oggi. Con un volontario, Andrea Santini, che minaccia un'azione legale per essere stato escluso dalla lista dei candidati ed accusa, per questo, la commissione elettorale. Santini parte dai requisiti di eleggibilità, per raccontare l'accaduto.
«L'articolo 20 del regolamento - dice - cita testualmente: “possono essere candidati tutti gli associati maggiorenni in regola con il pagamento delle quote associative ed iscritti da almeno un anno all'associazione"». Ora, Santini - imprenditore con diploma di ragioneria - è iscritto alla PA di Cecina dal 2011 ed è maggiorenne (41 anni). Si sente, perciò, tranquillo ma sabato 21 novembre apprende che il suo nome non è nella lista dei candidati. «Vengo a sapere - racconta - che la commissione mi aveva mandato una raccomandata per spiegare le ragioni di tale esclusione. Incredulo ed all'oscuro delle motivazioni mi sono preoccupato di accelerare i tempi visto che le elezioni erano fissate per la settimana successiva».
Il 24 novembre a Santini non è ancora arrivata la raccomandata così la commissione gli anticipa il contenuto della stessa con una copia. «Leggendo, apprendo che la mia esclusione era dovuta ad una presunta incompatibilità di ruolo dovuta alla mia professione di formatore nazionale per l'uso del defibrillatore semiautomatico. Attività che a mio parere non ha niente a che vedere con le attività statutarie della PA». Santini redige una risposta, fa notare quello che secondo lui è un abbaglio, e la fa protocollare con la richiesta di immediata replica. Giovedì 26 si riunisce la commissione (mancano 2 giorni al voto) e la mattina seguente - racconta il volontario - "ricevo una telefonata dove mi si chiede di andare a ritirare una raccomandata". Arriva alla sede PA, legge il testo in cui la commissione all'unanimità gli vieta la partecipazione alle elezioni come candidato "adducendo una motivazione tanto assurda quanto banale", dice Santini. "Anpas Toscana - si legge - avrebbe fatto un accordo con un'azienda che svolge corsi per insegnare l'uso del defibrillatore e quindi io sarei in concorrenza con la Pubblica Assistenza stessa". L'uomo va avanti: "La PA non è un organo che può certificare, tanto è vero che l'accordo è fatto con una ditta esterna". Si rivolge ad un legale che gli suggerisce di scrivere subito un'altra lettera dove far presente alla commissione elettorale che non è compito loro stabilire se ho conflitti di interesse per via della mia attività lavorativa. "Loro devono solo controllare i requisiti di eleggibilità che sono la maggiore età ed il pagamento della quota associativa. Per il resto, una volta svolte le elezioni, sarà compito del collegio dei probiviri stabilire eventuali incompatibilità". Santini, che presenterà una denucia sull'accaduto, conclude: "La lettera con il contenuto sopra citato è l'evidenza di un abuso da parte della commissione con l'inevitabile danno alla mia persona in quanto non sono stati garantiti i diritti di socio volontario previsti dallo statuto".
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