Il Tirreno

Da un mese non può più lavorare

Da un mese non può più lavorare

La protesta del titolare della totoricevitoria Volpe contro il concessionario Sisal

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CECINA. Non lavora da quasi un mese. Messo in ginocchio da un errore. A Federico Volpe, titolare dell’omonima Totoricevitoria, al civico 300 di corso Matteotti a Cecina, non è rimasto altro che affiggere un cartello all’esterno del locale per avvisare i suoi clienti. «Sisal dal 9 novembre non mi ha ancora attivato la linea Adsl, che è necessaria per operare con la società – dice –. Serve per i giochi a pronostico e per poter fare i pagamenti dei bollettini e le ricariche telefoniche».

Riavvolgiamo il nastro. «Nel negozio avevo due linee telefoniche, una privata e l’altra per lavorare con Sisal – afferma il titolare della Totoricevitoria –. Poiché quella privata non la utilizzavo da tempo e si stava trasformando in una scocciatura, con telefonate da parte di operatori che offrono servizi e proposte di acquisto, ho deciso di cessarla». Il guaio è che i tecnici Telecom hanno abbuiato entrambe le linee.

«L’ho scoperto a distanza di due giorni quando mi hanno chiamato da Roma, dagli uffici Sisal, per avvisarmi che c’era un disguido sulla linea – dice il signor Federico –. Con la Telecom sono riuscito a risolvere tutto nell’arco di due giorni, ma da allora sono in attesa di ricevere dalla società di scommesse i codici per attivare la linea Adsl». L’attività del signor Volpe è su piazza da più di trent’anni. «Non ho mai avuto un problema o insoluti con Sisal – dice –. Questo lavoro lo facciamo fin dai tempi in cui la ricevitoria del Totocalcio era in capo al Coni».

Federico Volpe non sa più a che santo votarsi. «Dagli uffici di Roma del concessionario mi sono sentito rispondere che per la mia pratica sarebbero servite tre settimane lavorative. Per loro sono divenuto una pratica e non più un loro titolare di ricevitoria». Al punto che si è risolto ad affiggere il cartello all’esterno dell’attività. «Dal 7 novembre avevo tutte le condizioni per poter ripartire con il mio lavoro, salvo quei codici che ad oggi non ho ancora ricevuto – conclude –. Non è semplice da far capire ai clienti qual è la ragione di questo disservizio». C’è il cartello ma anche il presidio di Volpe che non rinuncia a spiegare le ragioni della chiusura a chi si affaccia al suo locale.(m.m.)

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