Il Tirreno

Dal recupero dell’organico allo stop dei cattivi odori

di Elisa Pastore
Dal recupero dell’organico allo stop dei cattivi odori

Il nuovo impianto di biostabilizzazione all’interno della discarica di Scapigliato All’inaugurazione l’intervento del sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo

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ROSIGNANO. Scapigliato, dal 30 novembre, ha dato il via ad una nuova era. Una specie di Scapigliato 2.0 – riprendendo le parole del sindaco di Rosignano Alessandro Franchi – che ha sottolineato l’importanza di una reale ripartenza per la discarica di Rosignano Marittimo. Ripartenza segnata dall’inaugurazione del nuovo impianto di biostabilizzazione che permette di recuperare la frazione organica contenuta all’interno dei rifiuti solidi urbani indifferenziati che arrivano al polo impiantistico.

«Dopo ventuno giorni di lavorazione – spiega il direttore di Rea Massimiliano Monti – la frazione organica dei rifiuti subisce una trasformazione chimica perdendo le sue caratteristiche originarie e può essere così utilizzata come materiale inerte per la copertura che viene fatta giornalmente dei rifiuti stoccati in discarica».

Il trattamento, di fatto, prevede che il materiale organico, una volta triturato, sia insufflato con aria che arriva da alcune canalette poste sotto la pavimentazione dell’impianto. Il risultato finale è, dunque, il contenimento del cattivo odore. Allo stesso tempo però permette di non acquistare più prodotti naturali per la copertura dei rifiuti stoccati. Ancora, il nuovo impianto, costato circa 3 milioni di euro, è destinato anche al trattamento e al recupero di sfalci e di potature per la produzione di compost verde di qualità.

Un investimento milionario che ha permesso di adeguare l’impianto di selezione, con una potenzialità annua di 60.000 tonnellate di rifiuti trattabili, alle nuove normative vigenti. Di fatto, la logica con la quale Rea Impianti si sta muovendo è proprio quella della compatibilità ambientale.

«La nostra volontà – queste le parole dell’amministratore unico di Rosignano impianti e tecnologie Alessandro Giari – è ora quella di determinare una nuova fase di sviluppo e di adeguamento dell’impatto della struttura all’interno del territorio circostante». C’è anche l’impegno a inaugurare una nuova fase di comunicazione. Dall’utilizzo dei droni e delle tecnologie più innovative ad un miglior processo partecipativo rispetto al passato.

«Il polo impiantistico – ha sottolineato Giari – sarà un complesso industriale più innovativo e moderno, nel quale la gestione dei rifiuti continuerà ad essere effettuata in maniera sostenibile e nel pieno rispetto dell’ambiente. Non deve e non dovrà essere un problema per il territorio ma, al contrario, un elemento che spinga affinché si realizzi quanto prima la sua vocazione, dall’agrifood alle imprese innovative».

Di fatto – ha spiegato nel suo intervento l’amministratore di Rosignano impianti e tecnologie – a breve sarà presentato anche un nuovo progetto strategico. Un progetto che, come ha ribadito anche il primo cittadino di Rosignano Alessandro Franchi, non riguarda soltanto una discarica ma una filiera del trattamento e della gestione dei rifiuti.

«Negli ultimi anni – ha detto il sindaco Franchi – ci siamo adoperati per migliorare l’impatto odorigeno e quello esterno, investendo tanto nella gestione ordinaria quanto nell’impiantistica».

Poi la sfida all’amministratore Alessandro Giari, nominato a settembre proprio da Franchi. Quella di realizzare, entro pochi anni, anche il nuovo impianto di digestione anaerobica con compostaggio e recupero energetico del metano. Un investimento da oltre 12 milioni di euro che incrementerà ancor di più il livello di innovazione tecnologica della discarica e che potrà rappresentare un’ulteriore occasione di occupazione.

Una discarica che secondo il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo, presente all’inaugurazione, fa di «Rosignano il centro di un modello che può parlare alla Toscana, all’Italia ed oltre». E ancora: «Un impianto di biostabilizzazione che consente di chiudere il ciclo completo di trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati nel pieno rispetto della normativa vigente e che permetterà alla struttura di selezione già esistente di rappresentare una valida opportunità per il trattamento di una parte dei rifiuti prodotti anche sul territorio dell’Ato Costa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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