Il Tirreno

Banca Etruria, risparmiatori beffati minacciano azioni legali: "Mi hanno portato via tutto"

Andrea Rocchi
L'esterno della filiale cecinese di Banca Etruria
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L'esterno della filiale cecinese di Banca Etruria

Cecina: una sessantina i clienti con azioni e obbligazioni che non valgono più nulla. Rabbia e proteste. E ora c'è chi vuole ritirare i soldi dal conto corrente

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CECINA. Corso Matteotti 118. C’è una donna che piange. E’ anziana, piange come una bimba. E si vergogna. «Mi ha detto che aveva perso tutto, tutti i suoi risparmi», ci racconta un correntista. Anche lui vuol mantenere l’anonimato. «Sa, non è per me. Ma se dici che hai perso ventimila euro c’è gente che dice ben ti sta». Vergognarsi lei? Che ha fatto? Una banca le ha bruciato i risparmi, e lei deve vergognarsi?

Anche lunedì mattina non è mancata la tensione davanti alla filiale cecinese di Banca Etruria. Denominazione peraltro non più corretta perché col decreto legge del 22 novembre, è nata la “good bank” denominata Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio Spa. 3 miliardi del governo per salvare 4 banche commissariate, tra cui questa appunto. Le perdite? Scaricate nella “bad bank” e sulle spalle di una parte dei correntisti. Operazione consentita: la direttiva europea permette il salvataggio degli istituti di credito coprendo il rosso con i capitali degli azioni e degli obbligazionisti. Direttiva recepita da Bankitalia ed utilizzata dal governo. Solo che adesso chi aveva azioni ed obbligazioni subordinate si trova con un pugno di mosche in mano. E tanta rabbia in corpo. Ed anche nella filiale cecinese c’è chi ha perso un bel po’ di soldi.

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«Nell’ottobre 2013 ho sottoscritto un contratto per circa ventimila euro di obbigazioni decennali. Una parte le avrebbe riscattate mio figlio una volta maggiorenne. Invece, nulla. In banca non c’è più nulla». Il correntista si lamenta anche perché - dice - “io non ho mai saputo che si trattava di obbligazioni subordinate, per me erano obbligazioni. E basta». E come lui, ad aver sottoscritto questo tipo di prodotti, come del resto investimenti azionari, ci sono decine di persone. Si parla almeno di una sessantina di correntisti. Molti dei quali hanno manifestato le loro proteste, anche accese, agli sportelli della filiale. Ma che adesso pensano ad organizzarsi. Rivolgendosi alle associazioni dei consumatori che stanno valutando se esistono margini per azioni legali a tutela del patrimonio perso da migliaia di risparmiatori.

Alcuni cecinesi si sono rivolti a Stefano Creatini, ex consigliere comunale del Pd:  «Veniva detto che sarebbero stati salvaguardati i depositi? Ma dove? Questo caso riguarda anche decine di cecinesi che hanno un conto in Banca Etruria, la politica non può far finta di nulla, deve intervenire. Lancio un appello alla nostra parlamentare Maria Grazia Rocchi, ai consiglieri regionali Gazzetti ed Anselmi e naturalmente al sindaco di Cecina Lippi perchè si prendano cura della questione, facciano squadra e cerchino insieme soluzioni a tutela di chi ha visto bruciati di colpo i propri risparmi».

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Nel frattempo alcuni dei risparmiatori che hanno perso i soldi e facenti riferimento alla filiale di corso Matteotti stanno pensando di associarsi per costituire una sorta di comitato che tuteli i loro interessi. Perchè, in sostanza, non si proceda isolatamente ma d’intesa, organizzando un’azione comune con una delle associazioni dei consumatori che segue il caso. Che non può essere una class action, ma che potrebbe avere altre forme. Informazioni al numero 338 / 7913938.

Intanto, sebbene i conti corrente non dovrebbero essere a rischio (anche se da gennaio quelli che hanno più di 100mila euro possono essere chiamati in causa per ripianare le perdite), alcuni clienti di Banca Etruria stanno pensando di ritirare il proprio denaro dall’istituto di credito. Si sentono beffati ed hanno perso fiducia. Ed allo sportello cominciano ad affacciarsi clienti che chiedono di poter prelevare buona parte di quanto custodito.
 

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