«Ci sono impegni più urgenti di una certificazione»
CECINA. Continua la battaglia della coop 44 Gatti contro i Comuni che «impongono requisiti che escludono le piccole aziende dai bandi pubblici». La titolare della coop cecinese di servizi all’infanzia...
CECINA. Continua la battaglia della coop 44 Gatti contro i Comuni che «impongono requisiti che escludono le piccole aziende dai bandi pubblici». La titolare della coop cecinese di servizi all’infanzia, Monica Creatini, precisa la sua posizione. «Anni di crescita quantitativa e qualitativa non ci hanno aperto la strada se non alla consapevolezza che per noi non c'era spazio sul territorio a livello pubblico - dice -. Ma ciò che più ha contribuito alla volontà di esporre una situazione quantomeno "non equa", sono stati gli articoli susseguenti l'assegnazione delle gare pubbliche (oltre al danno la beffa!) dai toni enfatici e vittoriosi. Dove sono le pari opportunità? Da dove sono partite le grandi cooperative per espandersi? Queste sono le nostre domande! Nessuno, tantomeno la sottoscritta, ha mai usato parole denigratorie nei confronti di altre realtà, riconoscendo il valore di ognuna nel proporre offerte qualitative valide e diversificate. Il concetto è un altro: è possibile consentire una crescita anche a chi, nel tempo e con infinita costanza, ha dimostrato di poter dare una risposta educativa importante alle esigenze delle famiglie? Sì, perché si cresce con impegno e sacrificio, dedicando tempo alla formazione e alla ricerca, ma si cresce anche con appalti che consentono di avere più disponibilità economica che possa consentire una struttura aziendale più complessa».
Creatini riferisce il caso del Comune di Bibbona. «A chi ci ha liquidato dicendo: "Comprate anche voi la certificazione SA8000" (nuovo limite aggiunto nei bandi 2015) - dice la rappresentante della 44 Gatti - ci sentiamo di rispondere che per una realtà come la nostra, in completa autonomia economica, ci sono impegni più urgenti e necessari della certificazione richiesta per l'accesso alla gare e che sicuramente la stessa non rappresenta l'unico indicatore per rilevare la qualità di un servizio. La scelta delle certificazioni rappresenta una delle tante scelte, più o meno obbligate, che la nostra cooperativa deve fare: tutto il resto (polemiche e parentele) non ci interessa ed è abbastanza scontato. E se davvero gli appalti devono necessariamente essere affidati alle cooperative "potenti", evitiamo il passaggio delle gare: costano, impegnano e qualcuno può avere il diritto di sentirsi raggirato».
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