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Spiagge, il nodo delle concessioni

L’assessore Roventini: «Contraddizioni evidenti dentro la lista As»

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SAN VINCENZO. Dotare le strutture alberghiere che ne sono sprovviste di concessione demaniale e al contempo ridefinire, attraverso un nuovo piano spiaggia, la mappa delle concessioni stesse. È il succo dell’interrogazione che la lista di minoranza Assemblea sanvincenzina (As) ha presentato all’ultimo consiglio comunale.

Interrogazione alla quale l’assessore all’Urbanistica Massimiliano Roventini ha risposto rinviandone la discussione, in sostanza, alla commissione del 15 dicembre. Secondo lo stesso Roventini, As ha espresso la propria contraddizione interna nell’interrogazione, in concreto, tra i punti di vista divergenti del capogruppo Paolo Riccucci e del consigliere Massimo Cionini, che avrebbero espresso idee completamente diverse.

«Nella premessa dell’interrogazione – dice l’assessore all’Urbanistica Roventini – As parla della necessità di trovare una soluzione per le strutture turistico ricettive senza concessione demaniale, richiesta legittima e plausibile per i servizi che le strutture stesse devono essere in grado di offrire ai clienti. Nell’interrogazione As auspica l’istituzione di perimetri accorpati o inseriti all’interno delle attuali concessioni degli stabilimenti balneari. È su questo punto che As si è palesemente contraddetta. Riccucci ha detto che ciò si può interpretare anche come ampliamento delle concessioni esistenti degli stabilimenti balneari. Concetto ribadito dallo stesso Riccucci alla domanda del sindaco. Il consigliere di As Cionini – prosegue Roventini –, contraddicendo la risposta di Riccucci, ha affermato che l’istituzione dei perimetri accorpati è possibile solo all’interno delle concessioni demaniali esistenti degli stabilimenti. As si è palesemente contraddetta su una propria proposta».

Secondo Roventini, esisterebbero all’interno di As posizioni contrastanti sull’argomento, tali da confonderne anche le volontà. «Mi viene da pensare – si chiede Roventini – quale sia la loro reale posizione su questo tema. Hanno le idee chiare su questa proposta? Hanno problemi al loro interno nel prendere una posizione univoca? Finalmente si rendono conto che i no a prescindere in politica sono controproducenti quando gli elettori a loro vicini chiedono, giustamente e legittimamente, di prendere una posizione da portare all’attenzione per risolvere un problema? Forse nella commissione del 15 dicembre, lontani dagli sguardi dei loro sostenitori e da possibili imbarazzi, potranno parlare più liberamente e spiegare in modo chiaro quale sia la propria posizione, visto che ad oggi nessuno ne è a conoscenza, compresa As».

Paolo Federighi

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