Il Tirreno

Gli strali dei referendari contro Lippi e don Reno

Il Comitato che chiede l’abrogazione della legge 28 polemizza sulle azioni del gruppo pro ospedale: «Così Tinti e Musotto fanno solo politica»

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CECINA. Mentre prende corpo l’asse tra il sindaco e il rinvigorito Comitato pro ospedale, gli altri gruppi in difesa della sanità continuano la loro battaglia per ottenere il referendum per l’abrogazione della legge regionale 28, che andrebbe a riformare la sanità toscana.

È chiaro che il riavvicinamento fra lo storico gruppo di don Reno e il primo cittadino non va troppo a genio al Comitato per la sanità pubblica Cecina e Rosignano, come del resto ad altri esponenti - Alessandro Sascia Lucibello Piani (Ucmp) e Pamela Tovani (cecina Civica) - anche loro impegnati nella raccolta firme per il referendum abrogativo della legge regionale. Ma la strategia dei referendari sembra essere quella di proseguire nella loro battaglia contro la Regione, evitando, almeno per il momento, di entrare in contrasto diretto con il blocco capitanato da don Reno.

Il Comitato per la sanità (M5S e Carc). «Ci siamo costituiti - si legge in una nota - per sostenere la difesa e il miglioramento del servizio sanitario regionale. Questa campagna ha avuto un grande successo e in poco tempo sono state raccolte oltre 55mila firme». Il Comitato contro la legge 28, sebbene con toni pacati, risponde allo storico gruppo in difesa dell’ospedale locale, dicendo «non ci hanno sorpreso le esternazioni di Tinti e Musotto, che hanno costruito buona parte della loro carriera politica sulle spalle del Comitato pro ospedale, con l’avallo di don Reno. Eravamo certi che sarebbero riemersi dal loro torpore. Non ci interessa polemizzare sulla loro campagna elettorale ma portare avanti quello che ci siamo proposti e che nei prossimi giorni ci vedrà ancora in piazza. Come il 12 dicembre alle 10,30 per l’iniziativa “Abbracciamo l’ospedale”, alla quale invitiamo lavoratori, associazioni e chiunque abbia a cuore il miglioramento dell’ospedale di Cecina».

Lucibello Piani (Movimenti civici Ucmp). Più diretto il messaggio di Lucipello Piani al primo cittadino, che viene accusato di «cercare schizzofrenicamente improbabili stampelle al suo “progetto Lippi” mai presentato e che ad ogni giro di vento cambia titolo e presunti alleati». Lucibello invita invece a prendere in considerazione la situazione regionale. «A Firenze -scrive - si consuma l’ultimo atto liberticida della giunta Rossi. Per leggere e presentare osservazioni alla proposta di legge sulla riforma della sanità i sindaci hanno 5 giorni». Poi Lucibello si rivolge a Lippi e agli altri sindaci della Bassa val di Cecina. «L’assenza di una qualsivoglia osservazione - sottolinea - alla proposta di legge da parte dei nostri sindaci, Lippi per primo, la dice lunga su cosa stia accadendo, ancora una volta decide una persona sola e gli altri hanno u solo dovere: acclamare».

Pamela Tovani (Cecina civica). Analizza la vicenda regionale anche la consigliera di opposizione di Cecina. Tovani fa subito notare come «il sindaco di Cecina dovrebbe lottare contro il tempo e preoccuparsi di formulare le dovute osservazioni alla legge in approvazione, invece la questione non viene neppure dibattuta in consiglio comunale, se non per l’ordine del giorno presentato da Cecina civica». Polemizza contro la Regione anche Tovani: «Eravamo presenti all’assemblea del Comitato promotore del referendum abrogativo e abbiamo assistito alla più grande operazione di eliminazione della democrazia. La controriforma che la Regione sta tentando di approvare entro il 15 dicembre è priva di un contraddittorio tra forze politiche».(a.c.)

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