La manifestazione
«Un incontro pubblico con il Comitato»
Lippi raccoglie la sfida del gruppo pro ospedale: «Partire dal documento congiunto del 2013, già approvato e molto puntuale»
CECINA. «Ho chiesto al comitato un incontro pubblico, in modo da spiegare a loro e ai cittadini il percorso che stiamo portando avanti». Il sindaco non lo dice apertamente, ma certo le parole di disgelo pronunciate nei suoi confronti da don Reno e colleghi gli fanno tirare un respiro di sollievo. Non che il redivivo Comitato pro ospedale appoggi totalmente il primo cittadino, dato che Alessandro Tinti (uno dei fondatori) si è affrettato a dire che se Lippi non porterà avanti il progetto concordato nel 2013 tra Comitato e sindaci «siamo pronti a ritornare in piazza», ma certo i segnali di apertura dei difensori della sanità verso il sindaco sono evidenti.
«Ho ricevuto la loro petizione - spiega il primo cittadino - e la considero un modo, da parte loro, per dire che ci sono e che c’è sostegno al nostro percorso». La raccolta firme, lo ricordiamo, è stata organizzata dal Comitato (che ha messo insieme in un paio di giorni circa 400 firme) per chiedere l’attuazione del documento congiunto Comitato-sindaci che nell’aprile del 2013 è stato adottato dal consiglio comunale cecinese e successivamente anche da quelli degli altri Comuni della Bassa Val di Cecina. Attuazione che Lippi sembra voler portare avanti, considerato il fatto che la scorsa settimana durante la Conferenza dei sindaci sul tema della sanità il sindaco ha consegnato agli altri amministratori proprio quel “vecchio” documento (che nel 2013, al momento della stesura, è stato chiamato il “piccolo Pal” visto che effettivamente fornisce dettagli sui singoli servizi sanitari da garantire nell’ospedale cittadino). Segno che quelle cinque pagine hanno realmente un valore. «Ho riportato l’attenzione - spiega Lippi - su quel documento perché ha una storia, è stato infatti già approvato da tutti i consigli comunali della zona nel 2013 e anche dalla commissione regionale sanità, ed è molto puntuale. È vero che alcune cose indicate in quell’atto, come la riorganizzazione della cardiologia o il arto indolore sono state messe a punto, ma su tutti gli altri fronti c’è ancora da lavorare molto».
Il primo cittadino non ha problemi a dire che il documento congiunto «rappresenta il punto fermo da cui partire per quanto riguarda l’ospedale di Cecina, si quello si innestano le discussioni rispetto alla legge regionale28 di riforma della sanità». Il sindaco sottolinea l’importanza di un passaggio di questa nuova norma, ossia «il ruolo più forte previsto per le zone distretto e l’Area vasta, con la scomparsa dello step provinciale».
Un cambiamento che secondo Lippi può essere utile nell’ottica dei rapporti tra le varie strutture sanitarie. «Ad esempio - prosegue il sindaco - possiamo pensare a una rete con l’Azienda ospedaliera pisana per quanto riguarda l’alta specialistica. Sosteniamo il progetto di riorganizzazione dell’Elba (che punta a creare una zona distretto insulare dell'Arcipelago toscano con servizi adeguati a residenti e turisti, ndr), mentre sul continenti gli ospedali di Cecina, Piombino e Volerra potrebbero valorizzarsi a vicenda. Per esempio il settore della riabilitazione a Volterra ha una lunga storia di eccellenza, collaborando si potrebbe rinforzarla».
Quanto al rapporto con il Comitato di don Reno, il sindaco spiega che «le varie zone stanno facendo consigli comunali per eventuali altre proposte oltre al documento congiunto del 2013, io raccolgo tutto il materiale. L’idea è quella di concludere il percorso con un consiglio comunale aperto a Cecina con l’assessore Saccardi, tra fine gennaio e l’inizio di febbraio, per ottenere un documento unitario (rielaborando il vecchio atto del 2013, il documento che i sindaci hanno elaborato nelle scorse settimane e le indicazioni dei vari consigli comunali)».
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