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Don Reno avverte il sindaco «Faccia ciò che ha promesso»

Don Reno avverte il sindaco «Faccia ciò che ha promesso»

CECINA. Ammette di aver deposto le asce di guerra ma avverte chesi tratta soltanto di una scelta temporanea. In attesa che il sindaco porti avanti quel documento che dettaglia i servizi necessari all’...

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CECINA. Ammette di aver deposto le asce di guerra ma avverte chesi tratta soltanto di una scelta temporanea. In attesa che il sindaco porti avanti quel documento che dettaglia i servizi necessari all’interno dell’ospedale cittadino.

Don Reno, capofila del Comitato pro ospedale che nei giorni scorsi ha presentato una petizione con circa 400 firme per chiedere l’attivazione del “piccolo Pal” stilato insieme ai sindaci della Bassa Val di Cecina all’inizio del 2013) spiega di non aver abbassato la guardia. «Mi è doveroso precisare - spiega don Reno - che sebbene ormai vecchio non ho ancora perso la testa. Il sindaco porti avanti il suo impegno di amministratore pubblico cercando il bene dei suoi cittadini, io come sacerdote e come responsabile del Comitato pro ospedale di Cecina mi premuro di osservare, insieme a tutti gli amici del Comitato stesso, il famoso trinomio “Ascoltare, ossevare, denunciare”: su questo abbiamo sempre impostato il lavoro di difesa pubblica e disinteressata al mille per mille del nostro ospedale e di tutta la sanità toscana: agguerriti, a fronte alta, e sicuri di calcare la strada della giustizia e del bene pubblico».

Evidente che l’ex parroco del Duomo, e con lui il Comitato, non ha riposto l’ascia di guerra. «Ministri, presidenti di Regione e sindaci - prosegue - per noi sono semplici amministratori che devono vivere il loro servizio in funzione e a favore del cittadino e tanto più se ammalato. Altre volte abbiamo denunciato che dal 2013 in poi, né prima né dopo l'ultimo turno elettorale, nessun sindaco della Bvc si sia premurato non di chiedere ma di esigere una risposta al famoso documento (o piccolo Pal come alcuni hanno voluto definirlo); anzi la Regione stessa dorme sonni ultra tranquilli riaffermando inconsciamente un vecchio proverbio toscano: “Chi di gallina nasce convien che razzoli”. D'altra parte gli stipendi ci sono e sicuri se poi qualcuno è in difficoltà il buon Dio ci penserà». Don Reno lancia un messaggio al primo cittadino: «adesso attendiamo nuovi sviluppi che ci dovranno pur essere. Un consiglio però mi permetto di pubblicarlo: Lippi e i suoi amici adesso portino avanti il documento che da lui fu loro consegnato nell'ultima conferenza dei sindaci a Piombino. È come pezzo di autentico antiquariato inglobato nell'eredità politico-amministrativa firmata dai loro ultimi…antenati, altrimenti si stringono da soli il cappio al collo di fronte alla popolazione e alla Regione, prima responsabile di tanta iniqua ignavia. Le leggi fatte a tavolino senza conoscere la realtà quotidiana sono soltanto frutto di un comando totalitario, rosso o nero che sia, ma fratelli gemelli».

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di Redazione web