Il dolore
Moglie e figlia in Spagna, manca dal lavoro da 3 anni
Castagneto Carducci, rientrato in servizio in Comune dopo una lunga aspettativa, a distanza di pochi giorni torna ad Alicante e da lì invia un certificato di malattia
CASTAGNETO CARDUCCI. Si ammala in Spagna. Accade un anno fa. E da allora il Comune di Castagneto Carducci ha in mano solo il certificato di un medico spagnolo. Il nodo, che sembra impossibile dirimere, riguarda la possibilità di una visita fiscale. Gli uffici vorrebbero tanto controllare, ma non sanno come fare. Anche perché questo male duraturo che ha colpito il geometra è scoppiato a pochi giorni dalla risposta negativa alla sua nuova richiesta di messa in aspettativa per ricongiungimento familiare all’estero. Uno status che è previsto dal contratto e di cui aveva già beneficiato in precedenza. C’è il sospetto che la convalescenza all’ombra dei palmeti di una cittadina della provincia di Alicante, in terra valenciana, dove vive e lavora la moglie, sia un ripiego. E tra i dipendenti comunali l’ipotesi fa talmente rabbia che per sfogarla c’è un corvo che ha messo tutta la storia nero su bianco.
Il caso. Si racconta che durante una vacanza in Spagna si sia innamorato di una gelataia di Alicante. Dal rapporto è nata anche una figlia. Da qui la richiesta di utilizzare l’aspettativa per ricongiungimento familiare all’estero, con cui si conserva il posto di lavoro, senza percepire lo stipendio e maturare gli oneri previdenziali. La prima aspettativa è del novembre 2012, all’Albo del Comune di Castagneto Carducci ne risulta una seconda rinnovata nello stesso mese del 2013 e la revoca il primo ottobre del 2014 con rientro in servizio all’inizio del mese successivo. Salvo poi la proroga di rientro in servizio di inizio dicembre dello scorso anno. Da qui, inizia la storia della malattia e della lunga convalescenza.
Il sindacato. «L’ho sentito al telefono una ventina di giorni fa», esordisce Fiorella Dal Canto della segreteria provinciale Cisl Funzione pubblica. «In un primo momento ha usufruito dell’aspettativa per ricongiungimento familiare con il coniuge e la figlia all’estero, che spetta per legge – dice –. Ma riceveva continue telefonate dagli uffici comunali, sembrava quasi che senza di lui non potessero essere svolte le mansioni che gli erano affidate». Il caso nasce sotto la precedente amministrazione comunale. «Per lungo tempo è stato tenuto un atteggiamento ostile nei suoi confronti, negando una richiesta di ricongiungimento che è legittima. Solo dopo due anni gli è stata accettata». E ancora: «Riceveva telefonate dal suo superiore che lo sollecitava a rientrare: “C’è da mandare avanti le pratiche edilizie” – sottolinea la sindacalista –. Quando è rientrato dopo più di un anno ha trovato il lavoro al punto in cui lo aveva lasciato».
La trattativa. «La nuova amministrazione ha manifestato la necessità di farlo rientrare a lavoro – afferma Dal Canto –. Abbiamo fatto un incontro e fatto presente che essendo oltretutto a stipendio zero il Comune poteva coprire il suo posto facendo un’assunzione. E quando è rientrato a lavoro ha trovato un clima ostile. Si trovava a Castagneto e con la famiglia lontana. È andato a trovare moglie e figlia e si è effettivamente sentito male. Tuttora sta facendo degli accertamenti». Che conclude: «Capisco come in un Comune piccolo la possibilità dell’aspettativa che è data dalla legge possa stonare. Che risulti difficile accettare che una persona abbia diritto alla conservazione del posto stando anni fuori dal contesto lavorativo. Ma è un’opportunità e lui l’ha sfruttata nel rispetto delle norme. Perché accanirsi su una persona che ha dei problemi?».
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I controlli. Il caso è il primo di questo genere per l’amministrazione comunale di Castagneto. Mai prima d’ora una malattia era stata trascorsa così lontano dal posto di lavoro, tanto che ha richiesto alcuni approfondimenti. Dal palazzo comunale si riassume così la vicenda: «L’assenza per motivi di salute del dipendente è stata regolarmente certificata e notificata all’ente nei tempi e nei modi previsti dalle vigenti norme di legge. Le stesse norme non prevedono restrizioni rispetto al luogo di permanenza nel corso del periodo di inidoneità al lavoro». Nonostante si trovi in un Paese dell’Unione europea non è chiaro quale ente possa incaricare un medico di andare a fare una visita fiscale così lontano. Il Comune c’ha provato. Si è rivolto al Consolato italiano di Madrid. «Il medico che lì si occupa anche delle visite fiscali ci ha risposto che avremmo dovuto verificare se nella zona di Alicante vi fosse un collega che facesse altrettanto».
L’amministrazione. «Ha usufruito dell’aspettativa per un ampio periodo, circa due anni – afferma il sindaco di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini –. Ma la norma prevede che per motivate esigenze di servizio possa essere revocata, e così abbiamo fatto. È difficile mandare avanti l’ufficio tecnico solo con due geometri considerato la realtà imprenditoriale, le attività turistiche e l’estensione del territorio, circa 142 chilometri quadrati». Sul rapporto con il geometra il sindaco sottolinea che «sono stati fatti anche dei colloqui personali, ma dopo essere rientrato a distanza di pochi giorni si è ammalato. Siamo convinti che al di là della norma si debba valutare anche il caso sul piano dell’equità, sia verso i cittadini che i suoi colleghi. Nel rispetto della sua condizione abbiamo provato ad attivare i controlli e le verifiche che la legge consente». Che conclude: «È imbarazzante e difficile da far capire a chi chiede spiegazioni che quanto accaduto nel pubblico impiego è possibile».
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