Sicurezza
Il Comune boccia l’idea Fondazione
San Vincenzo, il progetto promosso da artisti e docenti Obiettivo: la gestione coordinata delle iniziative culturali
SAN VINCENZO. No alla nascita di una fondazione che si occupi esclusivamente di cultura. Lo comunicano il sindaco Alessandro Bandini e il vicesindaco e assessore alla Cultura Maria Favilla in risposta alla proposta della nascita di una fondazione culturale giunta nell’aprile scorso al primo cittadino sanvincenzino da parte di un folto gruppo di artisti, docenti e persone di cultura di San vincenzo. Tra i promotori, tanto per citarne alcuni, Daniele Govi, Giampaolo Talani, Giorgia Macchi, Maria Antonietta Schiavina, Andrea Lazzeri, Rodolfo Tagliaferri, Fabio Del Ghianda, Massimo Bertoncini, Aldo Bassoni, Fabio Camerini, Fausto Bonsignori, Giovanni Manetti.
La richiesta era di dotare San Vincenzo, così come altre città toscane, di una fondazione per poter gestire in modo coordinato le iniziative culturali e rilanciare il territorio. Una richiesta che secondo i promotori seguiva proprio quanto riportato dal programma elettorale di Alessandro Bandini, ossia la costituzione di un soggetto come strumento fondamentale per raccogliere e mettere in rete il patrimonio culturale pubblico, a cominciare dal teatro Verdi, e realizzare un progetto di lunga durata in grado di raccogliere il contributo di soggetti pubblici e privati. I promotori avevano specificato che, attraverso la fondazione, il Comune non avrebbe perso la funzione pubblica di indirizzo e controllo, ma avrebbe affidato a competenze specifiche la progettazione e l’erogazione di servizi.
Bandini e Favilla, nella loro risposta, precisano che la promozione della cultura è alla base del programma di quest’amministrazione comunale, in accordo con le disponibilità economiche dell’ente. Per i due amministratori, la caratteristica di una fondazione è di avere autosufficienza economica e di essere dotata fin dall’inizio di un patrimonio sufficiente. Autosufficienza economica che, secondo i due, non potrebbe avere senza il contributo fisso e costante del Comune, cosa su cui non potrebbe contare in questi tempi di ristrettezze.
In quanto all’organizzazione, hanno scritto il sindaco e il vicesindaco, il Comune di San Vincenzo non potrebbe far fronte con personale proprio, cosa che prevedrebbe costi da non trascurare. Bandini e Favilla parlano poi dell’impossibilità di affidare immobili comunali come il teatro Verdi e spiegano che l’amministrazione comunale è già da tempo al lavoro per valorizzare le risorse presenti sul territorio in sinergia con soggetti qualificati, per conferire continuità e riconoscibilità alla programmazione culturale locale, sempre con la disponibilità a valutare proposte di enti e associazioni. In pratica, Bandini e Favilla ritengono di “possedere - scrivono nella lettera - già la fisionomia e gli strumenti utili e adeguati a sviluppare, gestire e mettere in rete idee e progetti nel campo della cultura, dell’arte e dello spettacolo”. E pur apprezzando la proposta, concludono che essa “non si ritiene percorribile ed efficace per il Comune”.
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