Sicurezza
Il Comitato pro ospedale e la petizione a sorpresa
Il gruppo capitanato da don Reno ha raccolto 400 firme per chiedere di attuare il documento del 2013 redatto con i sindaci: «Lippi si è impegnato a seguirlo»
CECINA. Colpo di scena. Torna in piena attività il Comitato pro ospedale, che prende le distanze dai "cugini" del nuovo comitato nato per l'abrogazione della legge regionale 28 sul riordino della sanità. Non solo, don Reno Pisaneschi, presidente dello storico comitato che nell’ottobre 2011 portò in piazza migliaia di persone contro i tagli alla sanità locale, insieme a due dei fondatori (Alessandro Tinti e Francesco Musotto) ha organizzato una raccolta firme, che da una parte spalleggia le ultime scelte del sindaco Lippi in materia di sanità e dall'altra blinda il primo cittadino. Quello verso Lippi appare come un vero aut aut, lo dicono senza mezze parole anche i membri del Comitato: «Diamo tempo al sindaco di portare avanti il percorso - spiega Tinti - Se la cosa non va in porto siamo pronti per tornare in piazza».
La petizione popolare, per cui il Comitato di don Reno ha già raccolto quasi 400 firme, chiede "L'attuazione del documento congiunto Comitato pro ospedale e sindaci della Bassa val di Cecina». Un documento che pochi ricordano (lo riassumiamo nell’articolo in alto, ndr), ma che effettivamente metteva in fila precise richieste in materia di servizi sanitari locali.
«L’articolo 60 dello Statuto del Comune di Cecina - spiega Musotto - indica la petizione come strumento con il quale i cittadini presentano al sindaco richiesta di adozione di una provvedimento. Il documento che vogliamo sia adottato è appunto quello congiunto tra il nostro comitato e i sindaci della Basa Val di Cecina, che tra l’altro il 23 aprile del 2013 è stato adottato dal consiglio comunale di Cecina e successivamente da tutti gli altri consigli comunali». Nella petizione si ricorda inoltre come il medesimo atto «è stato trasmesso alla commissione sanità del consiglio regionale che, nella seduta dell’11 giugno 2013 ha presentato ha presentato la risoluzione 199 riguardante “Le problematiche inerenti la sanità locale e il presidio della Bassa Val di Cecina. Il fatto è che ad oggi, a parte Lippi che tra l’altro ha consegnato quel documento alla Conferenza dei sindaci, nessuno mai si è mosso. Nell’ultimo anno e mezzo né maggioranza né opposizione hanno mai preso in considerazione quell’atto». Poi la paternale al centrodestra (leggi Barabino). «Ciò è avvenuto - chiude Musotto - nonostante nel programma elettorale dell’opposizione ci fosse l’impegno a portare avanti gli indirizzi condivisi da sindaco e Comitato». Infine la stoccata, inaspettata, verso il comitato in difesa della sanità pubblica, sorto nei mesi scorsi per raccogliere firme per l’abrogazione della riforma regionale della sanità (legge 28). «Per noi - garantisce Alessandro Tinti - non hanno ragione di esistere, facciano la loro strada, ma mi pare siano nati per fare campagna elettorale». Il messaggio lo ribadisce, forte e chiaro anche don Reno: «Noi siamo rimasti in silenzio ma sempre attivi, e a un certo punto abbiamo riaperto le porte. Alcuni di loro sono venuti qualche volta e ho proposto loro, dato che lavoriamo sullo stesso argomento, di trovare punti di intesa. Mi hanno risposto favorevolmente, ma poi non si sono avute altre notizie». Come a dire che adesso le strade dei due comitati si separano per sempre. «Danno addosso al sindaco - termina Tinti - ora che non è il momento, dato che Lippi ha presentato il documento congiunto alla conferenza dei sindaci. Diamogli tempo per portare avanti questo percorso, semmai dopo torneremo a polemizzare».
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