Il Tirreno

Pd spaccato in due sul nuovo presidente

di Anna Cecchini
L'esterno della sede dell'Uniione comunale Pd
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L'esterno della sede dell'Uniione comunale Pd

Rosignano: il segretario non anticipa la rosa dei nomi e i renziani si riuniscono da soli. Prendono corpo le candidature di Stabile e Morreale

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ROSIGNANO. La frattura sembra destinata ad allargarsi. Almeno stando alle posizioni degli interlocutori, che si additano vicendevolmente sul percorso che dovrebbe portare, martedì sera in occasione dell’assemblea convocata dal segretario comunale Francesco Bartalesi, alla nomina del nuovo presidente.

Le due correnti. Da una parte i vertici locali del partito che gettano acqua sul fuoco. Dall’altra i renziani, capitanati da Paolo Rotelli, che conferma di aver convocato una riunione del gruppo per lunedì sera alla sezione di Caletta. E che senza mezzi termini ci tiene a rimarcare come «in passato il sistema era diverso, in vista di una nomina come quella del presidente di assemblea c’erano contatti e scambi. E si arrivava al momento dell’assemblea sapendo quali erano le candidature».

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Il gruppo dei renziani. Il messaggio di Rotelli è chiaramente rivolto al segretario comunale, che almeno finora non rivela nomi papabili per l’incarico. Scelta che i renziani di Rotelli, evidentemente, contestano. Tanto che nell’incontro “ristretto” di lunedì sera è probabile che individueranno un loro candidato da proporre la sera successiva all’assemblea. Nomi non vuol farne nessuno, ma i due renziani maggiormente papabili alla candidatura sembrerebbero essere Giuseppe Stabile e Roby Morreale. «Quello del presidente - specifica Rotelli - non è un posto “di potere” ma è fattivo. Ci vogliono disponibilità e anche una certa esperienza. È chiaro che non ci si può mettere chiunque, anche perché questa figura dovrebbe essere super partes». Anche in questo caso il messaggio è rivolto a Bartalesi, a cui Rotelli sembra chiedere di scoprire le carte in tavola. «Speriamo di capire - termina -, da qui a martedì, se il segretario comunale ha preparato qualche candidatura».

La stoccata di Bartalesi. Il segretario dell’Unione comunale si limita a commentare che «rivendicare il patrimonio genetico di ciascuno per avere degli incarichi mi sembra assurdo. I problemi sono altri: lavoro, salute e sviluppo». Ed anche i vertici Pd sono su questa linea.

In campo la dirigenza Pd. Massimo Garzelli, tesoriere che tra l’altro milita nelle file dei renziani, sottolinea come «la situazione politica nazionale è cambiata, questa identificazione tra renziani e non renziani non esiste più. Io non credo in queste suddivisioni. Per quanto riguarda il presidente, ben venga se sarà proposto un candidato condiviso». Garzelli termina con un messaggio a Rotelli e colleghi di bandiera: «Se invece ci sono problemi politici l’occasione per confrontarsi è l’assemblea».

Assicura di non vedere alcuna «caratterizzazione correntizia» anche Luca Agostini, capogruppo Pd in consiglio comunale. «Secondo me questo pseudoposizionamento non c’è - spiega - a meno che durante la prossima assemblea qualcuno si alzi e ci racconti che ci sono motivi di critica nei confronti della conduzione locale del partito». Agostini avverte però che l’eventuale formalizzazione di una corrente interna al Pd locale, «come responsabile del gruppo consiliare mi porterebbe a verificare chi ne fa parte e chi no. Adesso però vedo 14 consiglieri che fanno capo ad un unico partito che a quanto ne so io non si caratterizza in alcun modo».

Anche Agostini preferisce non sbilanciarsi su nomi di eventuali candidati alla presidenza, ma chiarisce come «non vedo perché questa figura debba essere necessariamente renziana, credo si debba individuare una persona che rappresenti una garanzia condivisa da tutta l’assemblea». Quanto alle voci sull’eventuale candidatura di Stabile e Morreale, il capogruppo Pd non mette limiti. «Se vengono scelti in quanto tali - termina - e non perché appartenenti a una corrente, è anche meglio. Non vorrei infatti che questa nomina fosse un’occasione per rivendicare posizionamenti nel partito, cosa che in questa fase a Rosignano non ha ragione d’essere».

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