Il dolore
Svaligiata una casa, entrano con un’ascia
Nonostante l’allarme i ladri sono riusciti a sfondare la cassaforte e a portare via oro e gioielli. Altri due colpi in abitazioni
CECINA. Un’ascia abbandonata sul letto, accanto a un grosso martello: gli arnesi usati per entrare in casa e per sfondare la cassaforte portando via tutto l’oro e i gioielli. Nonostante sia scattato l’allarme antifurto.
È successo venerdì pomeriggio in una villetta sul lato nord di via Montegrappa, tranquillo quartiere residenziale, già più volte visitato dai ladri. La zona è piuttosto isolata, ci sono campi dietro alle case, e vie di fuga vicine, come la variante Aurelia. Stavolta i ladri hanno colpito nel pomeriggio al calasole, intorno alle 17,40 stando all’orario in cui è scattato l’allarme. Si sono serviti di un’ascia per rompere una porta sul retro, che si apre su un giardino, e di un mazzolo per sfondare la cassaforte ricavata nel muro della camera dei proprietari. Due arnesi, l’ascia e il grosso martello, che i ladri hanno preso da una baracca di un vicino, e che hanno abbandonato nella fuga sopra il letto.
Il tempo calcolato per il furto nemmeno 10 minuti. I ladri dopo essere entrati dalla porta sul retro hanno staccato le due centraline elettriche che alimentavano l’allarme, si sono diretti immediatamente nella camera padronale e hanno sfondato la cassaforte a muro, portando via oro e gioielli. Hanno lasciato però tre orologi di valore. Tracce del loro passaggio anche nella camera di un figlio, dove hanno aperto alcuni cassetti buttando in aria il contenuto (maglieria e altri capi di abbigliamento). Ma non hanno preso una busta contenente alcune centinaia di euro, forse non l’hanno vista o l’hanno perduta durante la fuga. Non hanno toccato neanche computer, tv ed altri elettrodomestici. Erano interessati solo all’oro.
Sono quindi usciti dalla finestra di camera, che dà sul retro della strada, dove ci sono dei campi. Nessuno ha visto niente, non auto sospette né persone in fuga.
Per i derubati, Francesco Rosati e la moglie Erica Di Donato, titolari della Latteria Rosati di via Cavour, un’amara giornata. La ricostruisce la signora Erica. «L’allarme antifurto è collegato all’agenzia di vigilanza Liburnia - racconta la donna -: verso le 17,45 di venerdì dalla Liburnia hanno chiamato mio marito perché l’allarme era scattato, e io subito mi sono precipitata a casa con mia madre, ma ormai era troppo tardi. Dalla Liburnia sono arrivati 52 minuti dopo. In serata sono venuti i carabinieri per i rilievi, e abbiamo saputo che c’erano stati altri due furti nel pomeriggio». La sensazione è quella che purtroppo molte persone, derubate, conoscono: la violazione della propria intimità prima di tutto, la rabbia, una forma di impotenza di fronte ai predoni che agiscono indisturbati.
«Abbiamo trovato l’ascia e il mazzuolo sul letto di camera - dice ancora la signora -: hanno preso questi arnesi dalla baracca del nostro padrone di casa, noi siamo in affitto, che confina col nostro giardino. Evidentemente sapevano dove andare, come ci hanno detto i carabinieri, perché sono entrati a colpo sicuro: hanno preso solo oro, cose di famiglia, ricordi». Un danno consistente, sui 20mila euro.
Forse gli stessi ladri avevano già colpito in altre abitazioni: due infatti i casi denunciati venerdì, in altre zone della città.
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